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Omicidio Angela Petrachi: no alla revisione, confermato ergastolo per Giovanni Camassa

Per i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, la prova scientifica portata come novità dai legali dell’imputato, non è stata sufficiente a ribaltare il processo


Si conclude con la conferma della pena dell’ergastolo per Giovanni Camassa, il processo di revisione contro la sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Lecce del luglio 2012 che lo indicava come l’assassino di Angela Petrachi, la giovane mamma di Melendugno scomparsa il 26 ottobre 2002 e poi ritrovata uccisa e brutalmente seviziata l’8 novembre successivo in un boschetto di Borgagne.

Per i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, presidente Giancarlo Bianchi, dove si è celebrato il processo di revisione la prova scientifica portata come novità dai legali dell’imputato, ovvero una piccola traccia di Dna riconducibile ad un altro uomo, rinvenuta sulle calze di nylon indossate dalla vittima non è stata dunque sufficiente a ribaltare il processo.

Tutti gli elementi emersi nel processo d’appello del 2002 che allora portarono alla condanna al carcere a vita, sono rimasti fermi. Camassa è stato condannato al pagamento delle spese processuali nonchè alle spese di rappresentanza processuale sostenute dai figli della donna costituitisi parte civile e difesi dall’avvocato Silvio Verri. Il deposito della motivazione tra 90 giorni . Camassa era difeso dagli avvocati Ladislao Massari e Marilina Strafella.

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