giustizia
Si tratta di quelle scattate sul luogo dell’incidente mai prima d’ora finite nel fascicolo e chieste dalla difesa del ragazzo perché ritenute fondamentali ai fini della decisione
Rinviato al prossimo 1 luglio per la discussione finale il processo con la formula del rito abbreviato per la morte del giovane chef Raffaele Casale, avvenuta all’alba del 16 agosto del 2017 in un incidente mentre era a bordo della sua moto su via Martiri di Palermo, alla periferia di Trani.
Il gup ha disposto l’acquisizione di quattro foto scattate sul luogo del sinistro mai prima d’ora finite nel fascicolo e chieste dalla difesa del ragazzo perché ritenute fondamentali ai fini della decisione.
Dopo la riapertura dell’inchiesta, per ben quattro volte archiviata, il gip dispose l’imputazione coatta per il reato di concorso in omicidio stradale di due dei cinque indagati, ovvero Alessandro Guadagnolo, all’epoca amministratore unico di Amiu, l’azienda che si occupa di igiene urbana in città, e Francesco Patruno, funzionario del comune.
Secondo quanto scritto nell’ordinanza non può essere escluso un nesso causale tra le condizioni dell’arteria e l’evento morte, anche a fronte di una condotta colposa della vittima che il tratto lo percorreva, ha stabilito un perito, a 90 chilometri orari, velocità superiore a quella imposta dai limiti. Il papà non ha mai creduto all’imperizia nella guida del figlio puntando l’indice sulla pericolosità della strada, e su chi doveva provvedere alla sua pulizia dagli aghi di pino la cui presenza, è stato sostenuto, fece perdere aderenza al mezzo.













