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Rimborsi spese 2026: le regole per trasferte di lavoro, limiti di non imponibilità e tracciabilità

TACCUINO ECONOMICO

Scopri come funzionano i rimborsi per hotel, pasti, taxi, NCC e chilometri, con esempi pratici da Bari, Potenza, Lecce e Foggia e consigli per evitare tassazioni in busta paga

Dal 2026, grazie alla Circolare n. 15/E del 22 dicembre 2025 dell’Agenzia delle Entrate, non basta più conservare scontrino o fattura: anche il metodo di pagamento diventa fondamentale. Le novità riguardano dipendenti e lavoratori con redditi assimilati, per trasferte di lavoro fuori e dentro comune, incluse spese di hotel, pasti, taxi, NCC, pedaggi e imposta di soggiorno.


Trasferte fuori comune: sistemi di rimborso e limiti fiscali

Quando la trasferta è fuori comune, l’azienda può scegliere tra tre sistemi: forfettario, misto o analitico. La scelta vale per l’intero periodo di trasferta.

1. Rimborso forfettario

  • Indennità giornaliera: Italia fino a 46,48€ / Estero fino a 77,47€
  • Spese di viaggio documentate non tassabili
  • Extra diversi da viaggio o trasporto diventano imponibili

Esempio Bari: Maria, commerciale a Bari, va due giorni a Roma. Riceve l’indennità forfettaria; eventuali cene extra non documentate diventano tassabili.

2. Rimborso misto

  • Indennità + vitto e/o alloggio
  • Riduzione della franchigia: 1/3 per vitto o alloggio, 2/3 se entrambi
  • Rimborsi viaggio documentati restano esenti

Esempio Potenza: Luca da Potenza va a Milano tre giorni. L’indennità si riduce in base alla franchigia, ma hotel e pasti documentati non concorrono al reddito.

3. Rimborso analitico

  • Tutte le spese documentate (vitto, alloggio, viaggio, trasporto) sono esenti
  • Spese minori come lavanderia, telefono e mance fino a 15,49€/giorno Italia (25,82€ estero)

Esempio Lecce: Francesca va a Napoli due giorni. Paga hotel, pasti e una mancia di 20€. I rimborsi principali restano esenti, ma 4,51€ eccedenti la soglia diventano tassabili.


Trasferte dentro il comune: la novità “salva-rimborsi”

Le trasferte intra-comunali fino al 2025 erano quasi sempre tassate. Ora:

  • Rimborsi di viaggio e trasporto esenti se documentati
  • Rimborso chilometrico auto propria, pedaggi e parcheggi esenti se comprovati

Esempio Foggia: Antonio, tecnico a Foggia, si sposta tra clienti con la sua auto. Con ricevute di parcheggio e nota chilometrica, il rimborso resta fuori dal reddito.


Tracciabilità dei pagamenti: quando serve

Obbligo di tracciabilità per:

  • Taxi e NCC
  • Vitto e alloggio
  • Imposta di soggiorno

Strumenti validi: carta di credito/debito, bonifico, MAV, PagoPA, app come PayPal o Satispay.
Esclusi dall’obbligo: treni, aerei, autobus, navi e rimborsi chilometrici auto propria.
Trasferte estere: tracciabilità non obbligatoria.

Esempio pratico: Maria da Bari paga hotel con carta (esente) e taxi in contanti (potenzialmente tassato).


Documenti da conservare per evitare tasse

Per non perdere l’esenzione fiscale:

  • Ricevute carta di credito/debito
  • Bollettini, MAV, PagoPA
  • App e cripto con documento fiscale
  • Estratti conto come prova residuale

Consigli pratici per gestire al meglio i rimborsi spese

  1. Documentare tutte le spese
  2. Usare strumenti di pagamento tracciabili quando richiesto
  3. Conservare ricevute, fatture e note interne
  4. Conoscere i limiti di non imponibilità per ogni sistema di rimborso

Seguendo queste indicazioni, i rimborsi spese restano fuori dal reddito, tutelando il dipendente e garantendo trasparenza fiscale.

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