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Sgomberi case popolari di Bari, la protesta su TikTok: “Non ce ne andiamo”

Le donne rivendicano di aver sistemato quegli appartamenti con i propri soldi: “Quelle case le abbiamo aggiustate noi”

“Non ce ne andiamo”. È questo il messaggio che rimbalza da ieri tra strada e social network nel quartiere San Pio. Dopo gli sgomberi degli alloggi popolari occupati abusivamente, decine di donne si stanno organizzando per protestare: un gruppo WhatsApp, dirette su TikTok e una manifestazione improvvisata in strada.

Una mobilitazione nata dalla paura di restare senza un tetto. Ieri mattina, 29 gennaio, nonostante la pioggia, alcune decine di persone sono scese in strada per far sentire la propria voce. Le famiglie temono che i prossimi blitz possano riguardare altri nuclei che da anni vivono negli immobili senza titolo. Nei video diffusi sui social compaiono anche frasi di minaccia, neanche troppo velate: c’è chi parla di distruggere le case liberate pur di non vederle riassegnate ad altri. Un clima che contribuisce ad alzare la tensione nei quartieri interessati dagli sgomberi.

Le donne rivendicano di aver sistemato quegli appartamenti con i propri soldi. “Quelle case le abbiamo aggiustate noi”, ripetono, spiegando di aver fatto lavori e interventi interni in abitazioni che considerano ormai la loro casa.

Procura e Arca Puglia, però, non intendono mollare la presa. L’obiettivo resta quello di ripristinare la legalità negli alloggi popolari e proseguire con gli sgomberi delle occupazioni abusive, a partire dai soggetti legati alla criminalità organizzata. Dal Comune assicurano che verranno valutate caso per caso le situazioni di reale emergenza abitativa. Intanto, le donne annunciano nuove iniziative nei prossimi giorni.

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