Prova di coraggio dei giallorossi, che tornano a casa con un pari
Un punto che vale oro, un pareggio strappato con i denti e con il cuore. Il Lecce allo stadium inizia nel migliore dei modi l’anno, al termine di una battaglia di novanta minuti dove il coraggio ha sopperito alla sofferenza tecnica.
L’avvio è un monologo bianconero, ma la trincea salentina tiene. Falcone mette il mantello da supereroe già al settimo minuto su David, e quando non ci arriva lui, ci pensa il palo o l’onnipresente Tiago Gabriel a murare McKennie. Il Lecce soffre, barcolla, ma resta in piedi. Poi, l’improvviso boato del settore ospiti. Recupero del primo tempo: Cambiaso sbaglia il passaggio, Lameck Banda si avventa sulla palla come un falco. Lo zambiano punta Bremer, lo supera in velocità e fulmina il portiere sul primo palo. È il vantaggio che non ti aspetti: delirio giallorosso.
Nella ripresa la Juve reagisce subito con McKennie, che trova il pari su azione di Yildiz. Sembra l’inizio del crollo, soprattutto quando al 65’ il VAR assegna un calcio di rigore ai bianconeri per un fallo di mano di Kaba. E’ qui che la serata diventa epica. Jonathan David va dal dischetto, ma Falcone resta freddo: respinta di piede, urlo liberatorio e stadio che diventa una bolgia.
Il Lecce capisce che può farcela. Nel finale il Lecce ci prova con Stulic dalla distanza, ma è la Juventus a pressare i giallorossi nella loro area di rigore. Falcone è monumentale e tiene a galla i suoi. Ultimo sussulto al 93: il tiro di Yldiz colpisce il palo. Finisce 1 a 1: la Juve si morde le mani, il Lecce si gode una notte da grande.













