Tre anni di lavoro, 282 colonnine e 680 tegole per costruire un’opera d’arte che è un omaggio al suo paese
Un’opera fatta di materiali semplici e cuore: polistirolo, legno, sughero e colori acrilici. Tra le scene spuntano scorci di paesi meridionali, vicoli, piazzette e atmosfere familiari come le lavandaie, una tavola imbandita, il pastore e l’asinello.
E poi un mulino, simbolo di tempo e fatica, che sembra dare movimento al paesaggio. Ma il cuore è Conversano: i suoi luoghi diventano parte del presepe, come un abbraccio.
Si riconosce il Castello Marchione, immerso in quella che un tempo era zona di caccia. Ogni particolare è curato come se dovesse essere ricordato per sempre. perché questo presepe è un atto d’amore, prima ancora che un lavoro artigianale. è il modo di dire “questa è la mia terra” senza bisogno di parole. e davanti a tanta cura, viene spontaneo sentirsi a casa.













