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Parole ed emozioni: lo studio italiano che svela il potenziale cognitivo degli over 65

Un nuovo sguardo sull’invecchiamento sano: ecco le principali regole da seguire

Un recente studio italiano sugli anziani mostra come l’invecchiamento sano favorisca la capacità di esprimere emozioni, desideri e intenzioni attraverso il linguaggio. La ricerca, condotta dall’Università di Udine e dall’Università di Torino e pubblicata su Scientific Reports, ha coinvolto 90 partecipanti suddivisi in tre gruppi d’età: giovani adulti, over 65 e anziani oltre i 75 anni.

Linguaggio ed emozioni negli over 65: cosa hanno analizzato i ricercatori

Il lavoro scientifico si concentra su aspetti fondamentali del linguaggio ed emozioni negli over 65, osservando:

  • quantità e informatività delle parole,
  • uso di marcatori di soggettività come aggettivi e avverbi emotivi,
  • capacità di descrivere spontaneamente stati emotivi.
    Parallelamente, è stata valutata la Teoria della mente negli anziani, cioè la capacità di riconoscere e interpretare gli stati mentali propri e altrui.

Capacità cognitive degli anziani: le differenze tra 65-74 anni e over 75

Secondo lo studio, gli adulti tra i 65 e i 74 anni utilizzano con maggiore frequenza i modalizzatori, termini che esprimono certezza o incertezza, segno di una narrazione consapevole e strutturata.
Negli over 75 si osserva invece un calo nella spontanea descrizione delle emozioni. La capacità di esprimere desideri, intenzioni e sentimenti risulta collegata soprattutto alla produzione di parole informative e alla tendenza a descrivere emozioni, indicatori centrali delle capacità cognitive degli anziani.

Empatia e comunicazione negli anziani: il commento degli esperti

“Questi risultati offrono nuove evidenze sul rapporto tra linguaggio, espressività soggettiva e abilità socio-cognitive nelle diverse fasi dell’invecchiamento sano – spiega Andrea Marini, coordinatore dello studio –. Comprendere come cambiano le capacità narrative contribuisce a migliorare modelli di comunicazione, empatia e benessere cognitivo degli anziani”.

Il ruolo della ricerca italiana su linguaggio e invecchiamento

Lo studio, finanziato dal PNRR nell’ambito dei PRIN, è stato realizzato dal Language Lab dell’Università di Udine con la collaborazione dell’Università di Torino guidata da Francesca Marina Bosco.
Questa ricerca contribuisce a definire nuovi percorsi di analisi per comprendere come l’invecchiamento sano influenzi le capacità cognitive degli anziani.

Perché conoscere il potenziale cognitivo degli anziani è importante per il Sud Italia

Il lavoro assume particolare importanza nelle regioni del Sud, dove la popolazione over 65 è in crescita costante. In Puglia gli over 65 rappresentano circa il 24% dei residenti, mentre in Basilicata l’invecchiamento è tra i più pronunciati.
Promuovere empatia e comunicazione negli anziani, sostenere le abilità mentali e valorizzare il legame tra linguaggio ed emozioni negli over 65 è essenziale per migliorare la qualità della vita e favorire un vero invecchiamento sano.

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