La laurea ad honorem gli è stata conferita dal conservatorio Umberto Giordano di Foggia, la sede di Rodi Garganico, per l’occasione blindata e accessibile solo su invito nell’ambito della XXI edizione del Rodi Jazz Fest
Nel corso della cerimonia Zalone ha tenuto una lectio magistralis. “Un riconoscimento che il conservatorio Umberto Giordano – si legge nella motivazione – attribuisce ad un artista capace di coniugare comicità ed eccellenti qualità musicali, valorizzandone in particolare una dimensione meno nota al grande pubblico ma profondamente radicata nel suo percorso professionale: quella di pianista jazz”.
L’evento dedicato a Checco Zalone è stato preceduto da tre giornate di iniziative sul jazz, che ha visto, tra gli altri, la partecipazione di Mark Sherman, tra i più autorevoli vibrafonisti della scena jazz internazionali. Molta gente, che avrebbe voluto partecipare all’iniziativa rientrante proprio nelle giornate sul jazz, è rimasta all’esterno della sede a causa dell’ingresso inibito a chi non era stato invitato. Zalone, con ironia, ha scherzato con il pubblico presente in sala raccontando “di aver iniziato con il solfeggio” e sottolineando che “dopo due mesi voleva denunciare al telefono azzurro il padre e di aver iniziare a suonare un po’ ad orecchio in un periodo in cui c’erano le tastiere delle cose orrende” – ha sottolineato davanti ad un ristretto pubblico tra cui studenti del conservatorio.
Servizio di Michela Magnifico














