L’autopsia è stata eseguita dal professor Francesco Introna, consulente della procura insieme con un’anestesista e una tossicologa. Le conclusioni saranno depositate fra tre mesi
Nessuna embolia o trombo in seguito all’intervento chirurgico a cui era stato sottoposto il 17enne di Palo del Colle Gianvito Pascullo, morto il 14 aprile scorso all’ospedale San Paolo di Bari. Queste le prime parziali indiscrezioni che trapelano dall’autopsia, ma per conoscere la causa del decesso del ragazzo, bisognerà attendere gli esiti degli esami di laboratorio. Perché dalla lettura dei quesiti formulati dal pm Isabella Ginefra emerge quello che allo stato è soltanto un sospetto: verificare se a Gianvito sia stato erroneamente somministrato un farmaco a base di potassio. Farmaco che pare fosse prescritto al suo compagno di stanza. Perché il potassio, assunto in dosi elevate, può comportare problemi cardiaci. Il professor Francesco Introna, consulente della procura insieme con un’anestesista e una tossicologa, dovrà depositare le sue conclusioni fra 3 mesi.
Al momento, come atto dovuto, ci sono 8 sanitari iscritti sul registro degli indagati: cinque ortopedici, due anestesisti e un’infermiera.
Gianvito era stato ricoverato in ospedale il giorno di Pasquetta in seguito ad un incidente in moto. L’intervento chirurgico per ricomporre la frattura alla tibia era andato bene, e prima delle dimissioni, previste proprio nel giorno del decesso, aveva subito un altro piccolo intervento per l’applicazione di una placca. Lunedì sera un improvviso dolore alla schiena: dopo qualche ora il decesso.
I funerali saranno celebrati nella giornata di domani.











