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Università di Bari, i docenti associati abilitati denunciano: “Siamo in un limbo normativo”

La richiesta al rettore di “un impegno politico forte in sede Crui e ministeriale per sostenere un piano straordinario di reclutamento basato sul costo effettivo della progressione e la proroga dei concorsi in scadenza”

Hanno superato la selezione dell’Abilitazione scientifica nazionale per la prima fascia, ma nonostante questo i docenti associati abilitati dell’università Aldo Moro di Bari si trovano in un “limbo normativo” e “privi di certezze sulla loro progressione di carriera a causa delle recenti scelte legislative e dei vincoli di bilancio”.  Per questo hanno lanciato un appello al rettore, Roberto Bellotti, alla ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, e ai vertici della Regione Puglia per “denunciare lo stato di stallo professionale in cui versa una componente vitale dell’ateneo”.

Nel documento, i docenti sottolineano come la loro attività sia il “pilastro su cui poggiano l’accreditamento dei corsi di laurea, la ricerca internazionale e l’attuazione dei progetti Pnrr”, eppure la nuova legge di Bilancio e la riforma dei concorsi “sembrano ignorare le loro legittime aspirazioni, creando di fatto una categoria di abilitati a esaurimento”, che determina una situazione di “palese disparità di trattamento rispetto ai ricercatori più giovani (Rtt), per i quali sono previsti automatismi di passaggio”.

I docenti richiamano al “pericolo del burnout” e alla “scarsa valorizzazione del merito”, elementi che “rischiano di inficiare la produttività di una classe docente che è linfa vitale per il territorio pugliese”. Di qui la richiesta al rettore di “un impegno politico forte in sede Crui e ministeriale per sostenere un piano straordinario di reclutamento basato sul costo effettivo della progressione e la proroga dei concorsi in scadenza”. L’appello si conclude con la richiesta di “attivare un tavolo di confronto permanente per dare voce a chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento dell’istituzione”.

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