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Occupazione in Italia: calano i posti nel trimestre, cresce il lavoro nel Sud, Puglia e Basilicata

TACCUINO ECONOMICO

L’Istat: -45 mila occupati sul trimestre, tasso stabile al 62,5%. Aumentano ore lavorate e costo del lavoro, crescita più marcata nel Mezzogiorno

Il mercato del lavoro italiano presenta segnali contrastanti tra occupazione in lieve calo, aumento delle ore lavorate e crescita del costo del lavoro, con differenze significative tra Nord e Sud. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, il numero degli occupati – depurato dagli effetti stagionali – scende di 45 mila unità rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 24 milioni 102 mila (-0,2%). Su base annua, dopo diciassette trimestri di crescita ininterrotta, il numero di occupati resta sostanzialmente stabile (24 milioni 123 mila, -7 mila).

Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni si conferma al 62,5%, invariato rispetto al terzo trimestre 2024. Dietro questa media, però, si registrano forti differenze territoriali: aumento nel Mezzogiorno, grazie soprattutto a regioni come Puglia e Basilicata, mentre si osserva un lieve calo nel Centro-Nord. Questo trend evidenzia come il Sud continui a giocare un ruolo chiave nel consolidamento dell’occupazione nazionale.

Le ore lavorate per dipendente crescono dell’1,0% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su base annua. Le ore di cassa integrazione (Cig) diminuiscono di 1,5 ore ogni mille ore lavorate, mentre prosegue, seppur a ritmi più lenti, il calo delle posizioni in somministrazione (-0,1% sul trimestre; -1,9% su base annua). Il lavoro intermittente, invece, continua a espandersi da dodici trimestri consecutivi: +0,5% congiunturale e +6,0% annuo.

Cresce anche il costo del lavoro per ULA (+0,8% sul trimestre). ULA significa “Unità di Lavoro Annua”, un indicatore che misura il lavoro equivalente a tempo pieno: in pratica, un ULA corrisponde al lavoro di un dipendente a tempo pieno per un anno. L’aumento del costo del lavoro per ULA riflette la crescita sia delle retribuzioni (+0,7%) sia dei contributi sociali (+1,2%). Su base annua, il costo del lavoro sale complessivamente del 3,3%, con un incremento marcato dei contributi sociali (+4,8%) e delle retribuzioni (+2,8%). Questi dati riflettono una dinamica significativa anche per il Sud Italia, dove le aziende delle regioni meridionali, incluse Puglia e Basilicata, stanno affrontando un aumento dei costi del lavoro.

Il tasso di posti vacanti si attesta all’1,8%, in aumento di 0,1 punti sul trimestre precedente e in diminuzione di 0,2 punti rispetto allo stesso trimestre 2024. La presenza di posti vacanti nel Sud, e in particolare nelle province pugliesi e lucane, evidenzia la difficoltà di alcune imprese locali nel reperire figure qualificate, nonostante la crescita complessiva dell’occupazione.

Nella Nota metodologica sono riportati gli intervalli di confidenza delle stime campionarie dei principali indicatori non destagionalizzati, sia sull’offerta di lavoro sia su alcuni aspetti della domanda di lavoro, fornendo così un quadro completo e affidabile della situazione occupazionale in Italia e nelle regioni del Sud.

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