Giovannangelo de Gennaro verserà simbolicamente la manna di Agios Nikolaos nella tomba della chiesa di Demre proprio l’8 maggio, giorno in cui si narra le reliquie del Santo arrivarono a Bari
Nel corso della mia lunga esperienza di cammino c’è una riflessione che ha accompagnato i miei passi, forse alimentata dall’inconscio in movimento: mettere le cose al loro posto. Mentre si cammina lo sguardo va oltre ciò che si riesce a cogliere in velocità. La lentezza restituisce, infatti, la giusta collocazione alle cose. Da questo atto di osservare e (ri)collocare nasce il mio nuovo progetto di cammino: un viaggio sulla Via della Licia in Turchia per riposizionare ciò che manca, dentro e fuori il viandante, per versare simbolicamente la manna di San Nicola sulla sua tomba a Demre, l’antica Myra.
Il cammino che affronterò sarà legato alla figura di San Nicola: “Io, nato a Molfetta proprio il 6 dicembre (giorno in cui San Nicola mori a Myra) e per questo legato profondamente al Santo, ritornerò nel luogo da cui, secondo la tradizione, le ossa furono traslate. Porterò con me la manna che scaturisce dal corpo del Santo per versarla sulla sua tomba d’origine, nella chiesa di San Nicola di Demre, “restituendo” ciò che da lì “parti” secoli fa. Un gesto di riconoscenza e compimento, che unisce la mia nascita al mistero della sua partenza, il mio presente al suo eterno ritorno.
Il viaggio inizierà a marzo e seguirà, nella prima parte, le antiche rotte dei marinai molfettesi che, fino ai primi anni ’40, salpavano da Molfetta verso Alessandria d’Egitto, toccando i porti di Corfù, Lefkada, Cefalonia, fino a Patrasso. “Da lì, via terra, raggiungerò il Pireo per imbarcarmi nuovamente verso le isole del Dodecaneso, attraversando Rodi. Giungerò infine in Turchia, a Fethiye, dove inizierò il cammino sulla Via della Licia, da Olüdeniz ad Antalya, passando attraverso i luoghi del Santo taumaturgo, tra cui la sua città natia Pàtara.
Chiederò ospitalità pellegrina agli abitanti lungo il cammino. In quei luoghi l’accoglienza è considerata sacra e il pellegrinaggio un atto di devozione a prescindere dal proprio credo.
Verserà simbolicamente la manna di Agios Nikolaos nella tomba della chiesa di Demre proprio l’8 maggio, giorno in cui si narra le reliquie del Santo arrivarono a Bari e nello stesso momento in cui ogni anno i pellegrini da ogni parte del sud Italia giungono in Basilica per i festeggiamenti a lui dedicati. Nonostante le circa duemila miglia di distanza, quel momento rappresenterà un frammento di unione tra la solitudine intima del cammino e la goliardia della festa a Bari.
Infine, questo cammino sarà il prologo del prossimo lavoro discografico dove troveranno posto i suoni e silenzi raccolti lungo la Via. Musica e cammino sono sempre stati complementari nella mia esperienza e in questa nello specifico cercherò, passo dopo passo, di tessere una nuova melodia, riportando ogni nota in una più giusta collocazione dentro di me.













