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Settembre 4, 2025

Le agenzie marittime ritengono che il progetto di installazione della nave sia un’ancora di salvezza per l’intero sistema portuale Mentre il sindaco Bitetti ribadisce il no all’approdo della nave rigassificatrice al porto di Taranto, le agenzie marittime ritengono che il progetto di installazione della nave sia un’ancora di salvezza per l’intero sistema portuale. “Si tratta di un’opportunità strategica e non possiamo perderla per paure infondate sui rischi ambientali” dicono gli agenti ed i raccomandatari marittimi. Oltre a nuovi posti di lavoro, ci sarebbe un incremento dei traffici navali che ad oggi sono quasi pari a zero. Resta la contrarietà all’approdo a Gioia Tauro. I rischi ambientali sono sotto controllo grazie alle moderne tecnologie applicate ai rigassificatori di ultima generazione, che garantiscono standard di sicurezza elevatissimi, concludono gli operatori del settore portuale.

Completata la prima opera dei Giochi del Mediterraneo 2026, ospiterà le gare di Judo Intervista: Nunzia Convertini, vice sindaca Martina Franca Claudio Ferretti, componente struttura commissariale Taranto2026 Servizio: Alessandra Martellotti

La denuncia di Luigia Caringella, nipote dell’82enne deceduta dopo un delicato intervento alla milza Muore in ospedale e le rubano due fedi in oro. E’ successo nei giorni a ridosso di Ferragosto al Di Venere di Bari. Vittima una signora di 82 anni, deceduta qualche giorno dopo essere stata sottoposta ad un delicato intervento alla milza. In questo lasso di tempo sono spariti i due anelli, due fedi in oro giallo e oro bianco. A denunciare l’accaduto è la nipote della donna, volto noto della televisione: l’attrice Luigia Caringella, storica protagonista del Mudù.

Nell’area tra Torre Colimena e Punta Prosciutto c’è persino un ombrellone abbandonato insieme agli avanzi delle abbuffate di agosto Il cartello sbiadito dagli agenti atmosferici delimita l’area protetta della Palude del Conte, tra Torre Colimena e Punta Prosciutto. Eppure basta allontanarsi dal sentiero che porta al mare per accorgersi che qui, di protetto, c’è ben poco. Cumuli di rifiuti di ogni tipo sono sparsi qua e là sull’arenile, a ridosso della vegetazione dunale. Piccole discariche nelle quali si trova di tutto: pneumatici, secchi, bottiglie di plastica. C’è persino un ombrellone abbandonato insieme agli avanzi delle abbuffate di agosto. L’ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, dei danni provocati dal turismo cafone in questo tratto della costa jonica del Salento, al confine tra le Province di Taranto e Lecce.

Il giovane avrebbe organizzato un’attività di spaccio ben strutturata Aveva messo su un’attività di spaccio ben strutturata tra Sava e i comuni limitrofi il 26enne arrestato nella notte dai carabinieri, mentre se ne andava in giro in moto, col borsello pieno di contanti e di cocaina già in dosi. Ad insospettire i militari, l’atteggiamento nervoso ed elusivo dal giovane che ha cercato anche di disfarsi di tutto. Recuperati soldi e droga, l’operazione è proseguita con la perquisizione domiciliare, chiusa con l’ulteriore sequestro di 180 grammi di marijuana e 120 grammi di hashish, oltre che di un bilancino elettronico di precisione e vario materiale per il confezionamento delle dosi, tra cui bustine in cellophane, nastri adesivi e forbici. Arrestato in flagranza di reato il 26enne dovrà rispondere di detenzione e spaccio. 

Dalla festa nazionale di Alleanza Verdi e sinistra, a Roma, la coalizione progressista lancia un appello a Decaro affinché faccia decadere il suo diktat su Nichi Vendola Sul palco della Festa nazionale di Avs, a Roma, le regionali, specie quelle in Puglia tengono banco. Alleanza Verdi e Sinistra fa muro a difesa della candidatura di Nichi Vendola, nonostante il veto posto da Antonio Decaro. Servizio di Stefania RotoloRiprese e Montaggio di Massimo D’OlimpioInterviste a Nicola Fratoianni Segretario, Avs; Angelo Bonelli, Europa Verde Avs; Elly Schlein, Segretaria PD

La tragedia a Corato. La donna è rimasta ferita Tragedia a Corato dove un bimbo di cinque mesi è morto nella notte a causa delle gravi ferite riportate nell’incidente stradale avvenuto nella tarda serata di ieri. A guidare l’auto la mamma del piccolo che avrebbe perso il controllo del mezzo per schivare un animale e sarebbe finita contro un albero di pino. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale. Le condizioni del piccolo sono apparse subito preoccupanti. Trasportato dal personale del 118 al Policlinico di Bari, purtroppo il bambino è morto nella notte. L’impatto ha fatto attivare gli airbag e il neonato, che era stato sistemato sull’ovetto posizionatosul sedile anteriore di fianco a quello di guida, è stato sbalzato. La madre è ferita ed è ricoverata nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Corato: le sue condizioni non sarebbero gravi. 

La denuncia di Angelo Riccardi sui social: “Non è solo un’auto che brucia: è un segnale, un avvertimento, un colpo inferto alla tua libertà e alla tua serenità” “In quel rogo si consuma anche la fiducia, si piega la voglia di credere in una comunità capace di proteggere e difendere. Resta l’amarezza, il senso di ingiustizia, e la consapevolezza che non si tratta di un semplice gesto vandalico: è un attentato alla dignità, al vivere civile, al futuro stesso”. A dirlo è l’ex sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, la cui auto questa notte è stata distrutta dalle fiamme. L’incendio, divampato intorno alle 3 di questa notte, ha coinvolto anche altre due vetture. L’ex primo cittadino sui social racconta di essere stato svegliato da una telefonata che l’ha avvertito dell’accaduto. “Ti hanno acceso la macchina, sta un macello” – scrive Riccardi -. Scendi, e davanti agli occhi hai tre carcasse incandescenti, divorate dalle fiamme, l’odore acre della plastica bruciata che si mescola alla rabbia e alla paura. Non è solo un’auto che brucia: è un segnale, un avvertimento, un colpo inferto alla tua libertà e alla tua serenità”.

Tre donne al comando, accusate di essere offensive, di minare i principi fondamentali della legalità e democrazia. Per altri più semplicemente la forza delle proprie idee e del proprio ruolo esercitato senza paura Servizio di Stefania CongedoMontaggio di Francesco Afrune

I parenti della 76enne hanno raccontato che l’anziana riusciva a muoversi solo in parte e che aveva delle difficoltà motorie. Per raggiungere il bagno, nel quale poi è stata trovata, avrebbe avuto bisogno dunque dell’aiuto di qualcuno Servizio di Alessandra Martellotti

Ne abbiamo parlato con il presidente Gaetano Frulli Fervono i lavori in Fiera del Levante, in vista dell’inaugurazione, di sabato 13 settembre. Il tema dell’88esima Campionaria, è Soffia a Levante, La pace costruisce i ponti, il commercio li attraversa”. Ne abbiamo parlato con il presidente Gaetano Frulli. Servizio di Guglielmina LogroscinoRiprese e montaggio di Roberto CofanoIntervista a Gaetano Frulli, presidente Nuova Fiera del Levante

Si tratta di sette cittadini egiziani e due tunisini A Bari sette cittadini egiziani e due tunisini sono stati denunciati in stato di libertà dalla Polizia di Stato per porto senza giustificato motivo, fuori dalla propria abitazione, di armi e altri strumenti atti ad offendere la persona. Alcune persone di nazionalità egiziana avrebbero danneggiato un esercizio commerciale, forzando la porta d’ingresso e impossessandosi di generi alimentari e, all’uscita, sarebbero stati affrontati da un gruppo di cittadini del Bangladesh. Da qui è scattata una rissa. All’arrivo degli agenti le persone si erano dileguate ma, poco dopo in una via limitrofa, i poliziotti hanno notato la presenza di diversi cittadini extracomunitari armati di mazze e bottiglie, che presumibilmente avevano intenzione di aggredire il gruppo di stranieri coinvolti nella precedente rissa. Accortisi dell’arrivo della Polizia, hanno cercato di darsi alla fuga. Ne è scaturito un inseguimento a piedi nel corso del quale sono stati fermati 9 giovani di età compresa tra i 20 e i 35 anni.

L’azienda avrebbe inviato un messaggio intimidatorio a tutte le lavoratrici e lavoratori: “Se sbagli ti licenzio” Un lavoratore si ferisce lievemente ad un arto mentre esegue alcune attività durante il proprio turno e l’azienda lo licenzia. È successo a Taranto allo stabilimento Vestas Blades. La denuncia è di Fiom e Uilm. Ritengono inaccettabile tale atteggiamento aziendale che invece di garantire tutte le misure di sicurezza, licenzia il dipendente. Ma c’è di più dicono i sindacati. L’azienda avrebbe inviato un messaggio intimidatorio a tutte le lavoratrici e lavoratori: “Se sbagli ti licenzio”. Pertanto Fiom e Uil proclamano un’ora di assemblea lunedì prossimo e uno sciopero il giorno successivo in assenza di risposte.

Il medico legale si è riservato 60 giorni per depositare in Procura la sua relazione Il corpo di Hayat Fatimi potrà finalmente tornare in Marocco ed essere consegnato ai familiari per una degna sepoltura. Parliamo della donna di 46 anni, cuoca in un ristorante di Foggia, uccisa la notte dell’8 agosto dal suo ex compagno, il connazionale Tariq El Mefedel. Il medico legale si è riservato 60 giorni per depositare in Procura la sua relazione: si dovrà stabilire quanto coltellate sono state inferte alla povera Hayat dal suo assassino, accusato di omicidio pluriaggravato commesso con premeditazione. Il corpo della donna era rimasto fermo per oltre venti giorni nell’obitorio dell’ospedale di Foggia e, per sollecitare l’autopsia, era persino intervenuto l’assessore alla sicurezza e alla legalità, Giulio De Santis.

Il tappetino, dicono i magistrati, era idoneo come antifurto Servizio di Linda Cappello

La studentessa universitaria, mentre stava passeggiando nel quartiere Poggiofranco, è stata avvicinata dai due giovani: uno dei due le avrebbe dato uno schiaffo sul sedere Uno sfogo via social per dire basta alle violenze di genere. E subito dopo la denuncia in Questura. Protagonista una studentessa universitaria di Bari, Martina Sisti. La vediamo in questo filmato mentre racconta pubblicamente quello che le è accaduto pochi istanti prima: stava passeggiando in via Luther King, nel quartiere Poggiofranco, quando è stata avvicinata da due ragazzini a bordo di un monopattino. Uno dei due le avrebbe dato uno schiaffo sul sedere, per poi allontanarsi a tutta velocità. “Non cominciate a dire che è stata solo una pacca, perché è da questi gesti che iniziano le umiliazioni, per poi arrivare ai femminicidi”, queste le parole della studentessa.

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