
Basilicata, 10 milioni ai Comuni lucani per le infrastrutture green e blu
Presentato l’avviso pubblico della Regione servizio di Alessandro Boccia
Presentato l’avviso pubblico della Regione servizio di Alessandro Boccia
La vittima, Vito Romito, fu uccisa il 30 novembre La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio ad altra sezione dellaCorte d’assise d’appello di Bari, la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Roberto Boccasile, finito a processo per l’omicidio di Vito Romito, avvenuto a Bari il 30 novembre 2004. Boccasile era stato condannato sia in primo grado, nel 2021, sia in appello, nel 2024, ma la Cassazione ha annullato la seconda sentenza e accolto il ricorso degli avvocati dell’imputato, che avevano evidenziato sia “la inconciliabilità delle dichiarazioni” dei dieci collaboratori di giustizia ascoltati tra primo e secondo grado, sia “la genericità di una parte significativa” delle accuse. Boccasile era stato condannato per omicidio aggravato dal metodo e dall’agevolazione mafiosa: il delitto fu commesso in pieno giorno e fu ritenuto dagli inquirenti una vendetta rispetto all’omicidio di Antonio Fanelli, avvenuto tre giorni prima e attribuito dalla Dda di Bari al clan Strisciuglio, al quale apparteneva Romito.
È stato aggredito in ascensore il 51enne barese ferito gravemente mercoledì sera in via Che Guevara, a Poggiofranco. Il vicino di casa, Giuseppe Manica, ha ammesso le proprie responsabilità Lo ha colpito al collo e al volto, riducendolo in fin di vita. Gli ha teso un agguato al terzo piano di via Che Guevara, al quartiere Poggiofranco di Bari, dove il 51enne abita e dove stava rientrando dopo aver portato in giro il cane. Giuseppe Manica, 70 anni, vicino di casa già condannato per atti persecutori e più volte denunciato, voleva ucciderlo. Adesso lui è in carcere, fermato per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. Le condizioni della vittima, promotore finanziario, si sono stabilizzate ed ora è considerato fuori pericolo di vita. Ma resta ricoverato al Policlinico di Bari in gravi condizioni. “Sono stato io…spero che muoia” avrebbe ammesso Giuseppe Manica, lo stesso che nel 2019 era stato condannato a due anni per stalking. Negli atti del processo si fa rifermento alle minacce rivolte alla vittima: “Ti giuro che se dovesse accadermi qualcosa, se mi dovessero condannare, dovrai avere paura ogni volta che mi incontrerai. Ti prometto che ti taglio la gola”. L’interrogatorio davanti al gip sarà fissato probabilmente per la giornata di sabato.
Oltre 24mila articoli contraffatti erano nascosti in un camion proveniente dalla Grecia Oltre 24mila prodotti risultati contraffatti, tra cui console per giochi, smartwatch e cuffiericonducibili al noto brand ‘Apple’, sono stati sequestrati nel porto di Brindisi dalla guardia di finanza e dai funzionari dell’ufficio Dogane. La merce è stata scoperta all’interno di un camion proveniente dalla Grecia. Se immessi sul mercato, i prodotti contraffatti avrebbero fruttato oltre un milione e 800 mila euro.
C’è preaccordo con la maggioranza dei sindacati Gli impianti del cracking di Eni Versalis di Brindisi non chiuderanno più a marzo, ma nei prossimi mesi, e comunque entro il 2025. Lo ha annunciato un alto dirigente di Eni, Giuseppe Ricci. C’è un preaccordo con la maggioranza dei sindacati – ha chiarito il dirigente – ora ci aspettiamo un accordo finale con il governo che firmeremo in questi giorni. La fermata degli impianti era stata oggetto di un vertice in prefettura a Brindisi, senza però risultati concreti per far slittare la chiusura, ritenuta fondamentale dall’Eni per contenere le perdite registrate nel settore della chimica. Il rilancio passa in ogni caso da una strategia di riconversione green degli impianti entro il 2028.
Durante i funerali tutta la comunità si è stretta intorno alla famiglia. La piccola era stata ricoverata al S.S. Annunziata di Taranto. Indagati 12 medici servizio di Alessandra Martellotti
La donna ha dato l’allarme ai carabinieri che hanno bloccato i due poco dopo Entrano in chiesa e, approfittando della distrazione generale dei fedeli, rubano la borsa a un’anziana donna per poi darsi alla fuga. E’ successo ieri sera nella chiesa madre di Casarano. Accortasi del furto, la donna ha richiamato l’attenzione di una gazzella dei carabinieri che si trovava in quella zona. In breve tempo i militari hanno rintracciato i presunti autori del furto: una donna di 38 anni e un uomo di 42. Entrambi si trovano ora ai domiciliari.
Situazione tornata alla normalità in meno di due ore. Solo disagi, ma nessun problema per pazienti e personale sanitario Black-out questa mattina all’ospedale Di Venere di Carbonara, alla periferia di Bari. L’interruzione di corrente, forse provocata da uno sbalzo di tensione sulla rete elettrica di Enel, si è verificata intorno alle 7 e 20. Grazie al tempestivo intervento dei tecnici, la situazione è tornata alla normalità alle 8 e 45. Fortunatamente non si sono registrati danni , ma solo disagi. Attraverso l’attivazione dei gruppi elettrogeni è stata garantita la continuità dell’assistenza in tutti i reparti, anche nelle sale operatorie e nella rianimazione: non è stato dunque necessario trasferire i pazienti in altri ospedali come era stato predisposto all’inizio. Anche il pronto soccorso, rimasto al buio poiché improvvisamente si sono scaricate le lampade di emergenza, ha continuato comunque ad operare accettando tutti i pazienti compresi quelli arrivati in codice rosso.
Lo ha stabilito il Comune nel raggio di un chilometro dal sito “Ecoambiente” in contrada Torre d’Agera Divieto di estrazione e utilizzo dell’acqua dai pozzi che si trovano vicino l’ex discarica “Ecoambiente” in contrada Torre d’Agera, non lontano da Bitonto. Lo ha disposto il Comune riferendosi a quelli autorizzati che si trovano nel raggio di un chilometro dal sito indicato. Il provvedimento è stato necessario perché dalle ultime analisi effettuate è emersa una contaminazione della falda acquifera da percolato. L’ordinanza, che ha effetto immediato, sarà valida almeno per sei mesi e chi non la rispetterà sarà denunciato.
Un sedicente impiegato comunale aveva chiesto al parroco la restituzione immediata di 2.500 euro su un presunto finanziamento da 37mila euro Assessore sventa truffa ai danni di un sacerdote: è accaduto a Bari, mentre era in corso la discussione in Consiglio comunale sul Piano triennale delle opere pubbliche. Carla Palone, con delega alla Vivibilità urbana, è stata raggiunta dalla telefonata di un parroco, che le ha raccontato una storia che l’ha immediatamente messa in allarme. Il religioso era stato contattato telefonicamente da un presunto tecnico di un assessorato comunale, citando anche il nome dell’assessore competente, risultato poi impreciso. Il finto funzionario si è congratulato con il parroco per il finanziamento comunale ottenuto, pari a 37mila euro, ma bisognava rimediare subito ad un errore nell’importo del bonifico effettuato dal Comune, restituendo 2.500 euro. La somma sarebbe stata ritirata il giorno stesso da personale incaricato, che si sarebbe presentato in chiesa per incontrare personalmente il parroco. L’assessora Palone, insospettita dall’anomalia delle modalità della comunicazione e dal contenuto della telefonata, ha fatto scattare l’allarme, spingendo il sacerdote a denunciare la vicenda alle forze dell’ordine. Ulteriori verifiche in banca hanno confermato la tentata truffa, non essendoci alcun bonifico a favore della parrocchia.
Lo ha stabilito il Tar del Lazio, che ha rigettato il ricorso di una società che contestava il riconoscimento E’ legittima la denominazione Igp, indicazione geografica protetta, del capocollo di Martina Franca. Lo ha stabilito il Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato, presentato da una societa’ produttrice non ubicata nella valle d’Itria che contestava il riconoscimento geografico specifico da parte del Ministero. Il ricorso era stato gia’ respinto dal Ministero che, nel disciplinare, aveva riconosciuto come area di produzione IGP del capocollo di Martina Franca i comuni della Valle d’Itria di Martina, Locorotondo e Cisternino. Tesi confermata dai giudici amministrativi. Soddisfatto il sindaco di Martina, Gianfranco Palmisano, il quale ringrazia l’Associazione produttori capocollo per l’impegno profuso negli anni per il riconoscimento della tipicita’ del prodotto identitario, espressione di una antica tradizione e di una nobile arte norcina di Martina e della valle d’Itria
Intervengono anche i sindacati: vigileremo sul piano di monitoraggio Servizio Alessandra Martellotti
Siglato tra la Asl di Taranto e l’associazione Comitato 16 novembre onlus Servizio Annamaria Rosato
Quasi tutti minorenni, lanciano sassi contro i carabinieri Una decina di giovani, quasi tutti minorenni, ha dato fuoco ai cassonetti della spazzaturabloccando un’arteria stradale a Foggia. I residenti hanno chiamato le forze dell’ordine, ma quando sono arrivati carabinieri e polizia locale i ragazzini hanno lanciato contro di loro diversi oggetti, tra cui dei sassi, colpendo anche le auto. Un 16enne, in possesso di un cacciavite, è stato denunciato. Si indaga per risalire al resto della banda.
Era originario di Bisceglie, il 58enne è deceduto nell’affondamento dell’imbarcazione Intervista: Pasquale Salvemini, pres WWF Molfetta Servizio Giuseppe Capacchione
Nella proposta ci sono i forni elettrici e la decarbonizzazione Jindal Steel aumenta la posta e per acquisire Acciaierie d’Italia e offre 3 miliardi di euro di investimenti per rinnovare lo stabilimento e un miliardo per le attività. Quattro contro un miliardo dei rivali azeri di Baku Steel Company. La proposta di Jindal arriva dopo la decisione di Governo e commissari di prendere altro tempo per valutare le offerte. Secondo fonti vicine al dossier di Acciaierie d’Italia: “I gruppi in corsa hanno fatto dei rilanci, ma le cose che hanno scritto non sono così chiare per cui bisogna fare degli approfondimenti”. Saranno necessarie almeno altre due settimane per capire che fine farà il siderurgico di Taranto.
Un investimento sul territorio di circa 6 milioni di euro, l’obiettivo è puntare sulla specialità locali e soprattutto sui prodotti freschi valorizzando anche il lavoro dei produttori Intervistato: Michele Macripò, presidente Gruppo Supercentro
Angelo Altieri è morto il 29 gennaio al Miulli e il padre, Tommaso, chiede che sia fatta chiarezza Intervistato: Tommaso Altieri, padre di Angelo
Venticinque anni fa, una tragedia che segnò la fine del contrabbando di sigarette e cambiò la storia della città Giornalista: Pamela Spinelli
Al centro della contestazione, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri Giornalista: Pamela Spinelli

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La vittima, Vito Romito, fu uccisa il 30 novembre La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio ad altra sezione dellaCorte

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