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Ottobre 24, 2024

Non passa il bilancio consolidato Servizio di Giovanni Di Benedetto;

Il presidente dell’ordine degli infermieri di Bari ha detto che la donna sarà ascoltata dalla commissione e rischia di essere sospesa Ha chiesto scusa, dopo aver rimosso il post incriminato, l’infermiera che ha pubblicato sui social la foto di un neonato non riconosciuto dalla madre e lasciato in ospedale. Lo ha comunicato il presidente dell’ordine degli infermieri che ha ribadito l’esistenza di un procedimento disciplinare nei confronti della donna. L’infermiera aveva definito la partoriente “un’ingrata”, nonostante in Italia sia consentito partorire in sicurezza e non riconoscere il bambino per il quale, dopo qualche mese, si avvia la procedura di adozione. L’infermiera sarà ascoltata dalla commissione disciplinare. Le sanzioni previste in casi come questi, vanno dal richiamo alla sospensione dall’ordine, passando per la censura.

Si tratta di un 62enne, è stato denunciato in stato di libertà È stato individuato e denunciato in stato di libertà il 62enne di Manduria presunto responsabile dell’investimento di Ettore, il cane di quartiere di Uggiano Montefusco. La scena è stata ripresa dalle telecamere della zona. Il video dell’incidente è diventato virale sui social. Nelle immagini si vede un Suv di colore bianco che investe povero cane e poi prosegue la sua corsa senza fermarsi per soccorrerlo. Ettore, ferito gravemente, riesce ad allontanarsi e a raggiungere il marciapiede. Dopo atroci sofferenze muore. L’episodio è stato denunciato prima sui social poi al Commissariato di Manduria da Enrico Rizzi, attivista per i diritti degli animali, che venerdì pomeriggio alle 15.30, con un gruppo di animalisti, si recherà a Uggiano Montefusco per chiedere giustizia.

Non ci sono feriti Momenti di tensione questo pomeriggio in via Postumia, pieno centro di Trani, dove uno stabile è stato fatto prudenzialmente evacuare a causa della dispersione di gas che ha causato problemi ai condomini, soprattutto in termini di tosse e irritazione agli occhi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, polizia locale, agenti del commissariato e personale del 118 che ha prestato soccorso ai residenti. L’intera strada è stata chiusa al traffico. Non si registrano, per fortuna, feriti o intossicati.

Disposta la riesumazione della salma per autopsia L’incidente di caccia che il 25 dicembre 2022 portò alla morte di Pietro Monaco, nelle campagne di Ostuni, è ora oggetto di un’indagine approfondita. A quasi due anni dall’accaduto, le autorità hanno riesumato il corpo dell’uomo per eseguire un’autopsia e un accertamento balistico, su richiesta del pm Giovanni Marino. Un passo resosi necessario dopo che il gip del tribunale di Brindisi aveva respinto per due volte la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, evidenziando la necessità di ulteriori indagini.L’inchiesta attuale è per omicidio colposo contro ignoti. Inizialmente, le indagini parlavano di una morte accidentale, con un colpo di fucile partito involontariamente alla fine di una battuta di caccia. Tuttavia, la famiglia di Monaco ha contestato questa versione dei fatti, portando avanti una denuncia nel 2023, assistita dai legali Giuliano Calabrese e Giuseppe Ostuni, che ha portato alla riapertura del caso. L’obiettivo è chiarire la dinamica dell’incidente e stabilire con certezza le circostanze che hanno portato alla morte del 57enne.

Di Linda Cappello Dopo 22 anni la Corte di Cassazione scrive definitivamente la parola fine sulla morte di Vincenzo Moretti e Mariaester Martino, vittime di un incidente stradale avvenuto il 14 aprile 2002 sul lungomare di Bari. Gli ermellini hanno dichiarato inammissibile il ricorso di Andrea Godono, conducente della Ford Ka a bordo della quale viaggiavano le due vittime, già riconosciuto dalla Corte d’Appello responsabile civilmente nel sinistro. Secondo i periti, se l’imputato avesse viaggiato ad una velocità meno sostenuta ( 105 km orari a fronte di un limite massimo di 30) l incidente avrebbe avuto conseguenze meno gravi. Condannato in via definitiva ad un anno e 9 mesi per omicidio colposo, invece, il cittadino di nazionalità albanese che guidava l’Alfa Romeo 164 che proveniva dall’opposto senso di marcia, e aveva invaso la carreggiata. Subito dopo l’incidente la famiglia di Moretti diede vita alla Fondazione «Ciao Vinny» che da anni si batte per promuovere iniziative sulla sicurezza stradale. “Siamo ovviamente soddisfatti per il fatto che sono state pienamente riconosciute le ragioni della difesa dei familiari delle vittime – scrivono in una nota gli avvocati Roberto Eustachio Sisto, Italia Mendicini e Nicola De Fuoco dello studio FPS- Resta comunque, anche in noi difensori, la incancellabile scia del dolore per quanto accaduto.” “Dal dolore, incolmabile – dichiarano i parenti – abbiamo tratto la forza ed il coraggio di andare avanti e costituire la fondazione . Perché tragedie come questa possano non ripetersi , per fare crescere la parola “responsabilmente” nella quotidianità dei nostri ragazzi”.

L’uomo si è impiccato mentre si trovava in carcere L’autopsia conferma l’ipotesi del suicidio di Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina che nella notte fra martedì e mercoledì si è tolto la vita stringendo attorno al collo un lenzuolo mentre si trovava in una cella del carcere di Bari. L’uomo era stato arrestato il 6 ottobre scorso con l’accusa di aver ucciso la moglie Maria Arcangela Turturo schiacciandole il torace dopo essere salito a cavalcioni su di lei. L’esame necroscopico è stato effettuato nell’istituto di Medicina Legale di Bari dal professor Biagio Solarino, incaricato dal pm Claudio Pinto che aveva aperto un fascicolo per istigazione al suicidio

Di Linda Cappello Arriverà nelle prossime ore il verdetto della Corte di Cassazione in relazione alla vicenda della bambina nata morta nel 2016 all’ospedale Di Venere, per un cesareo effettuato in ritardo dopo una lite fra due medici. Il procuratore generale ha chiesto l annullamento dell’ assoluzione pronunciata dai giudici d’appello nei confronti di due ginecologi, chiedendo però al tempo stesso di dichiarare la prescrizione del reato . Per tutti l accusa era quella di omicidio colposo. Chiesta l’inammissibilità del ricorso per per l’anestesista Antonio Simone – condannato a 8 mesi – il quale però, qualora i giudici dovessero pronunciarsi nel merito ,potrà comunque beneficiare della prescrizione, e l’accoglimento del ricorso dell’allora primario di chirurgia generale Francesco Puglisi, assolto in primo grado e condannato in appello al solo risarcimento delle parti civili. Quel giorno tutte le sale operatorie del reparto di ostetricia erano occupate, la gestante doveva essere necessariamente sottoposta ad un cesareo d’urgenza: Simone, l’anestesista, chiese a Puglisi, al suo primo giorno di primario, la disponibilità di una sala operatoria, che però quest’ultimo negò poiché aveva un intervento chirurgico urgente già programmato. L’ultimo tracciato, effettuato alle 10.38, dava leggeri segni di sofferenza fetale ma il cesareo fu posticipato di un’ora, dalle 11 alle 12 : purtroppo la bimba venne alla luce senza vita. La Asl ha già risarcito i genitori della bambina con 400mila euro.

“Sul Patto di Coesione ho chiamato sia Fitto che Meloni. Il ministro mi ha detto che ha fatto tutto quello che doveva fare. Meloni non mi ha fatto capire quando e come firmeremo il patto. Io so solo che sono prontissimo. Basta che mi chiami, mi metto in macchina, vado a Roma e firmiamo. La Puglia ha bisogno di quei soldi”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nell’intervista rilasciata al direttore del TgNorba Enzo Magistà nella puntata del Graffio che sarà trasmessa domani, venerdì 25 ottobre, alle 21.15, su Telenorba. “Fitto aveva condiviso l’ipotesi che la firma potesse avvenire al Festival delle Regioni, a cui era previsto l’intervento di Meloni”, ha aggiunto il governatore. “Questa cosa non si è potuta verificare e non so il motivo. Di una cosa ho coscienza: non credo sia responsabilità di Raffaele Fitto”. “Io e Fitto siamo come Don Camillo e Peppone”, ha aggiunto Emiliano. “Nonostante Raffaele sia diverso, sia più introverso rispetto a me, ci rispettiamo. Io avevo iniziato a pensare che si fosse incaponito, ma non ci siamo detti nulla che non fosse tra le righe”. Sugli Fsc Emiliano ha sottolineato che “abbiamo messo pezze ovunque e più o meno stiamo reggendo, ma l’economia pugliese sta comunque frenando. I fondi sono attesi da almeno 6mila aziende. Molte aziende li hanno già impegnati, se non li vedono arrivare rischiano di dover pagare le banche senza trarne beneficio”. 

La puntata sarà trasmessa domani 25 ottobre alle 21.15 su Telenorba “Terzo mandato? La questione non è tecnica, io sono candidabile. La nostra legge elettorale non è stata mai adeguata al limite dei mandati, se lo facessimo il conteggio ripartirebbe da zero. Il punto è politico. Io ho investito nella costruzione della generazione successiva e questa generazione è pronta. Imporre il nome del Presidente uscente sarebbe un atto politicamente sbagliato. Io sono dell’idea che politicamente sia necessario cambiare e per questo mi tiro fuori. Anche perché vorrei evitare di farmi archiviare dagli altri: voglio archiviarmi da solo. Deve finire bene”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia nell’intervista rilasciata al direttore del TgNorba Enzo Magistà nella puntata del Graffio che sarà trasmessa domani, venerdì 25 ottobre, alle 21.15, su Telenorba. “Ritengo giusto che io mi occupi di qualche altra cosa, con altri ruoli politici”, ha aggiunto il governatore. “Ad esempio vorrei capire con il fronte progressista se ci sono le condizioni nel 2027 per dare al Paese un governo diverso. Questo è un discorso che mi interessa”. Decaro? “Penso che sarebbe il candidato naturale, ma non ho capito cosa voglia fare. Il successo elettorale e il conseguente ruolo prestigioso che gli è stato riconosciuto credo lo abbia messo in difficoltà. Dovrà ragionarne con sé stesso, con la sua famiglia e, se vorrà, con me”.

L’evento, in programma domenica, è stato presentato a Potenza Servizio di Alessandro Boccia

L’annuncio durante la presentazione del piano industriale a Roma

L’episodio è stato denunciato dai cittadini che dicono di aver chiamato le forze dell’ordine E’ stato individuato e denunciato in stato di libertà l’uomo, un 62enne di Manduria, presunto responsabile dell’investimento di Ettore, il cane di quartiere di 10 anni di Uggiano Montefusco. La scena è stata ripresa dalle telecamere della zona. Il video dell’incidente e’ diventato virale sui social. Nelle immagini si vede un Suv di colore bianco che investe il meticcio e poi prosegue la sua corsa senza fermarsi per soccorrerlo. Il cane, ferito gravemente, riesce ad allontanarsi e a raggiungere il marciapiede. Dopo atroci sofferenze muore. L’episodio e’ stato denunciato prima sui social poi al Commissariato di Manduria da Enrico Rizzi, attivista per i diritti degli animali, che domani pomeriggio alle 15.30, con un gruppo di animalisti, si recherà a Uggiano Montefusco per chiedere giustizia per la morte di Ettore. Annamaria Rosato

Nell’incidente ha perso la vita anche un 35enne pachistano. Ferita lievemente una terza persona Due operai, un 52enne di Potenza e un 35enne pachistano, hanno perso la vita sull’A1 in prossimità di Terni tra gli svicoli di Orvieto e Attigliano dopo essere stati travolti da un camion. Un terzo operaio bengalese è rimasto ferito in modo lieve. Secondo le prime ricostruzioni il mezzo pesante, guidato da un 55enne, ha travolto un autocarro fermo lungo la corsia di emergenza. Gli operai in quel momento erano scesi dal furgone. L’esatta dinamica è ancora da chiarire. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, gli agenti della polizia stradale e i vigili del fuoco di Orvieto. Per i due operai non c’è stato nulla da fare.

La Fal, alla fermata del rione Serra Rifusa, hanno messo a disposizione un parcheggio gratuito per 300 posti auto e stalli per la sosta degli autobus Intervista a Vittorio Zizza presidente di Ferrovie Appulo Lucane, Matteo Colamussi, direttore generale Ferrovie Appulo Lucane, ttopancia 3 Pasquale Pepe, assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Basilicata

L’uomo di origini nigeriane si è scagliato contro gli agenti Un uomo di origini nigeriane è stato arrestato a Brindisi dopo aver aggredito verbalmente e fisicamente gli agenti di polizia durante un controllo nei pressi della Stazione Ferroviaria. E’ accaduto ieri pomeriggio: l’uomo, in posizione irregolare sul territorio nazionale, si è rifiutato di mostrare i documenti richiesti. La sua reazione è stata aggressiva, culminando in un attacco fisico contro i poliziotti, ai quali ha tentato di sferrare calci e dare morsi. L’uomo, tuttavia, è stato rapidamente immobilizzato e arrestato. Una volta portato nell’auto di servizio, il giovane ha continuato a comportarsi in modo violento, danneggiando il finestrino del veicolo. E’ stato arrestato per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale e condotto in carcere in attesa del giudizio di convalida.

“Un’opera di cui essere orgogliosi”: così il presidente della Commissione Sanità in Regione, Enzo Di Gregorio dopo il sopralluogo all’interno della struttura Di Alessandra Martellotti Intervista a Vincenzo Di Gregorio,  presidente II Commissione consiliare Regione Puglia

Il ragazzo è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Perrino Un 17enne è stato aggredito questa mattina a Brindisi da un automobilista all’incrocio di via Benedetto Brin, nei pressi dello stadio Fanuzzi. Il giovane, in scooter con il fratello di 14 anni, ha fatto segno all’automobilista di passare, ma quest’ultimo ha interpretato male il gesto e lo ha aggredito fisicamente. Un passante ha tentato di intervenire, ma l’aggressore è risalito in auto, rischiando di investire il minorenne che si era messo davanti alla vettura in attesa delle forze dell’ordine. Il 17enne è attualmente al pronto soccorso dell’ospedale Perrino. La polizia locale e i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e hanno ascoltato l’aggressore, che ha fornito la sua versione dei fatti. Le indagini sono in corso per determinare le responsabilità.

In audizione l’assessore Capoccia e il comandante della Polizia Locale Zacheo

“Un intervento indispensabile per gli impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo e per la gente del rione”, ha detto il presidente, questa mattina a Taranto Di Alessandra Martellotti Interviste a Michele Emiliano, presidente Regione Puglia; Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto

Ospedale San Cataldo, lo stato dei lavori

“Un’opera di cui essere orgogliosi”: così il presidente della Commissione Sanità in Regione, Enzo Di Gregorio dopo il sopralluogo all’interno della struttura Di Alessandra Martellotti

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