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violenza digitale

. Dopo il successo registrato al debutto dello scorso aprile, “Ex-pose-me” torna sul palco del Teatro Sociale di Fasano. Lo spettacolo della compagnia SenzaConfine sarà nuovamente proposto mercoledì 3 giugno alle ore 21, nell’ambito della stagione artistica Katharà 2025/2026. Ispirata alla storia vera di Dalia Aly, vittima di condivisione non consensuale di materiale intimo, la pièce affronta uno dei fenomeni più drammatici dell’era digitale: il revenge porn. Attraverso un linguaggio che unisce teatro fisico, narrazione autobiografica e musica dal vivo, lo spettacolo racconta il percorso di una giovane donna che si ribella alle etichette e ai giudizi imposti dagli altri. La vicenda prende spunto dall’esperienza vissuta da Dalia quando, appena quindicenne, vide diffondersi in rete un video privato condiviso senza il suo consenso. Da quel momento iniziò una lunga esposizione pubblica che ha segnato profondamente la sua vita. Oggi Dalia è diventata attrice e attivista transfemminista, trasformando quella ferita in una testimonianza di consapevolezza e resistenza. “Ex-pose-me” affronta temi attuali e universali come la pressione sociale, il rapporto con il proprio corpo, la sessualità, il bisogno di accettazione e l’impatto dei social network nella costruzione dell’identità personale. Un racconto intenso che alterna ironia, emozione e denuncia sociale. Lo spettacolo vede in scena Ilenia Sibilio e Giulia Alò, con la regia e drammaturgia di David Marzi. Le coreografie sono firmate da Francesco Biasi, mentre le musiche originali portano la firma di Alessandra Orlando e Giulia Alò. L’appuntamento è fissato per mercoledì 3 giugno alle 21 al Teatro Sociale di Fasano. Il biglietto intero costa 10 euro, mentre per gli studenti è previsto un ingresso ridotto a 5 euro.

Dall’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes i rischi del web tra giovani e adolescenti. Il web non è solo uno spazio di libertà, ma sempre più spesso si trasforma in un luogo di rischio, soprattutto per i più giovani. Le minacce più gravi arrivano dal revenge porn e dal bullismo online, fenomeni che segnano profondamente la vita digitale degli adolescenti italiani. È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’“Osservatorio Indifesa”, realizzato da Terre des Hommes insieme alla community di Scomodo, con l’obiettivo di ascoltare la voce degli under 26 su violenza, sicurezza digitale e pericoli della rete. Il report, diffuso in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (10 febbraio), raccoglie le opinioni di oltre 2.000 ragazzi italiani. I dati raccontano una realtà complessa e allarmante: le ragazze dichiarano di aver subito violenza più dei ragazzi (57% contro 42%), mentre la percentuale più alta riguarda le persone non binarie, con il 67% (dato da interpretare con cautela per la numerosità ridotta del campione).Ma i pericoli non si fermano al digitale: per le ragazze i contesti più rischiosi sono anche i luoghi pubblici non controllati – come strade e mezzi pubblici – e le relazioni intime e familiari. Per i ragazzi, invece, emergono come più critici la scuola e il contesto amicale. Gli adolescenti mostrano una forte consapevolezza dei rischi del web, ma il pericolo più temuto è uno: il revenge porn.Per il 59% degli intervistati rappresenta la minaccia principale, soprattutto per le ragazze e per le fasce d’età più alte. I giovani sanno che condividere immagini intime è pericoloso: il 79% definisce questa pratica ad alto rischio e la quasi totalità è consapevole dei propri diritti, sapendo di poter denunciare e chiedere la rimozione dei contenuti diffusi senza consenso. Più fragile, invece, la consapevolezza sulla manipolazione delle immagini da parte di terzi: deepfake, modifiche digitali e contenuti alterati restano fenomeni difficili da riconoscere. Le risposte incerte e le mancate dichiarazioni, secondo l’Osservatorio, indicano una zona grigia di inconsapevolezza digitale. C’è poi un’esperienza che accomuna quasi tutti: essere contattati da sconosciuti online. È successo a circa l’80% dei ragazzi.Per le ragazze questo genera soprattutto paura, disagio e insicurezza, mentre tra i ragazzi emerge una percentuale maggiore di curiosità, segno di una diversa percezione del rischio. Per i maschi, in particolare i più giovani, il pericolo principale resta il cyberbullismo: lo dichiara il 45% dei ragazzi e il 42% del campione totale.Quando vivono episodi di bullismo o cyberbullismo, i giovani si confidano soprattutto con gli amici, soprattutto nelle fasce d’età più alte, mentre i più piccoli si rivolgono più facilmente ai genitori. Il quadro che emerge è chiaro: il mondo digitale è parte integrante della vita dei giovani, ma senza strumenti adeguati può diventare uno spazio di violenza, solitudine e vulnerabilità.La sfida oggi non è solo proteggere, ma educare alla sicurezza digitale, costruire consapevolezza, rafforzare le reti di ascolto e creare una cultura del web fondata su rispetto, responsabilità e tutela della persona. Perché la vera sicurezza online non nasce dalla tecnologia, ma dalla cultura, dalle relazioni sane e dalla capacità di riconoscere il pericolo prima che diventi violenza.

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