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“Non possiamo permettere che un’arteria storica così vitale resti esclusa dal sito Unesco proprio mentre Matera si prepara a un nuovo, importante protagonismo internazionale nel 2026“, afferma il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Domenico Bennardi, che ha depositato un’interrogazione consiliare per sollecitare l’Amministrazione comunale sul tema del riconoscimento Unesco per il tratto materano e murgiano della Via Appia.”Il tracciato della Via Appia – Regina viarum è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel luglio 2024″, ha aggiunto l’ex sindaco, “ma con l’esclusione del Tratto 015, che interessa direttamente Matera e diversi comuni della Murgia pugliese. Mentre altri territori laziali inizialmente esclusi hanno già ottenuto il reintegro Unesco nel luglio 2025 attraverso la procedura di modifica minore dei perimetri, come assicurato dal Ministero della Cultura, per il tratto materano e murgiano si registra invece ancora un preoccupante stallo. A causa del periodo di commissariamento non si è potuto incidere e sollecitare politicamente, ma ora l’obiettivo deve essere comune e condiviso anche con i territori limitrofi“.Secondo Bennardi, dato il recente stanziamento di circa 5 milioni di euro da parte del Ministero della Cultura per le celebrazioni di Matera Capitale Mediterranea della Cultura 2026 e in virtù di questo proficuo rapporto di collaborazione con il Governo nazionale, è fondamentale che l’Amministrazione comunale non perda di vista il dossier della Via Appia.”Chiedo al sindaco Nicoletti di riferire sullo stato delle interlocuzioni con il Ministero della Cultura“, ha concluso Bennardi, “e di farsi promotore di una rete istituzionale con i comuni di Altamura, Santeramo in Colle, Laterza e Castellaneta. Se il Lazio ha già ottenuto il reintegro, significa che la strada è percorribile: serve però un’azione amministrativa costante e determinata per non lasciare Matera e la Puglia fuori da questo prestigioso riconoscimento Unesco“.

Da questa mattina a lunedì 13 chiusura della statale 7 Taranto-Brindisi per la sostituzione di un cavalcavia. Anas e Polizia locale comunicano i percorsi alternativi Di Alessandra Martellotti

La soluzione ad un possibile reintegro è emersa ad Altamura durante la V edizione del “Viandanti festival” Servizio di Massimo Bianco; intervista ad Aldo Patruno – Direttore Dipartimento Cultura Regione Puglia

E’ il 60° sito italiano riconosciuto, prima candidatura promossa dal Mic La via Appia entra nella lista del patrimonio mondiale, diventando così il 60° sito italiano riconosciuto dall’Unesco. A deliberarne l’iscrizione, il comitato del patrimonio mondiale, riunito a Nuova Delhi nella 46^ sessione. Il risultato – sottolinea il ministero della cultura – è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento di molteplici istituzioni: 4 regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 13 città metropolitane e province, 74 comuni, 14 parchi, 25 università, numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali, nonché il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la pontificia commissione di archeologia sacra della Santa sede.  

La candidatura coinvolge le Regioni Lazio, Campania, Basilicata e Puglia Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha approvato oggi la delibera con cui si avvia formalmente l’iter per la candidatura di “Via Appia. Regina Viarum” nella lista del Patrimonio mondiale. Il progetto di candidatura, promosso direttamente dal Ministero della Cultura coinvolge 4 Regioni, (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 12 tra Province e Città Metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 Università italiane e straniere, moltissime Comunità e associazioni locali. Il 10 gennaio scorso era stato sottoscritto un protolocco d’intesa per la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione della Via Appia. La decisione finale degli organismi consultivi internazionali si conoscerà nel 2024.

Via Appia patrimonio Unesco: parte l’iter

La candidatura coinvolge le Regioni Lazio, Campania, Basilicata e Puglia Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha approvato oggi la delibera con

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