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Tuturanesi

Operazioni tra Tuturano, Brindisi e Napoli, eseguite diverse perquisizioni Quattro persone sono state sottoposte a un decreto di fermo dalla Polizia di Stato di Brindisi, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, con accuse – a vario titolo – di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Tra i destinatari del provvedimento c’è Salvatore Buccarella, 63 anni, noto storico esponente della Sacra Corona Unita, soprannominato “Totò Balla”, recentemente sottoposto a regime di semi-libertà. Gli altri coinvolti sono Vincenzo Schiavone, 47 anni, di Brindisi, Umberto Attanasi, 59enne di San Donaci e il figlio Pasquale, 37 anni. Le operazioni hanno visto l’impiego di agenti della squadra mobile e dei Reparti Speciali, con perquisizioni presso le abitazioni dei fermati, con il sequestro di smartphone e sim. La DDA di Lecce parla di “storici esponenti” della SCU, appartenenti alla frangia dei cosiddetti tuturanesi, con Buccarella che ha contribuito a dare il nome alla consorteria.

37 gli anni di reclusione. Ora potrà avere contatti e stare con la sua famiglia Dopo 37 anni di reclusione, lo storico boss della Scu brindisina, Salvatore Buccarella è da oggi in semilibertà. Capo temuto ed indiscusso nel territorio a confine tra le province di Brindisi e Lecce, comandò il cosiddetto clan dei Tuturanesi. Ha trascorso diversi anni con il regime del carcere duro. Nel 2016, la Dia assestò un duro colpo alla sua famiglia, con una confisca milionaria di beni. Potrà adesso avere contatti e stare con la sua famiglia. Ed è stata proprio la figlia ad annunciare il ritorno in semilibertà del padre, con un post sui social.

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