
Porto Cesareo, l’estate cafona: maxi tenda e campeggio abusivo sulla spiaggia
Sono andati via nottetempo prima dell’arrivo di carabinieri e Capitaneria di Porto, travolti dal clamore delle foto choc diffuse da Legambiente a mostrare le modalità

Sono andati via nottetempo prima dell’arrivo di carabinieri e Capitaneria di Porto, travolti dal clamore delle foto choc diffuse da Legambiente a mostrare le modalità con cui si erano sistemati a ridosso della spiaggia di Torre Lapillo. Una maxi tenda quella di una famiglia di turisti in vacanza a Porto Cesareo, paragonabile in tutto e per tutto a un mini appartamento, con sei posti letto, attrezzata di tutti i confort, lasciando cumuli di rifiuti adi ogni tipo. L’ennesimo scempio di un turismo senza più regole che come spesso accade investe le località più antropizzate come la marina jonica dove è particolarmente diffuso il fenomeno del camping abusivo sulle spiagge libere, persino a ridosso dei lidi e soprattutto sul cordone dunale in piena area marina protetta, soprattutto durante i fine settimana o come nel caso della maxi tenda di veri e propri soggiorni. Il tutto in barba alle normative vigenti. Impossibile per polizia locale, capitaneria di Porto e carabinieri controllare diversi arenili con le forze ridotte a disposizione. L’ira del sindaco di Porto Cesareo Francesco Schito che annuncia il cambio di passo per il prossimo anno. Francesco Schito (sindaco Porto Cesareo)

Sono andati via nottetempo prima dell’arrivo di carabinieri e Capitaneria di Porto, travolti dal clamore delle foto choc diffuse da Legambiente a mostrare le modalità