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turbativa d’asta

L’inchiesta della Gdf di Gallipoli è per corruzione e turbativa d’asta e altri reati Ancora un comune salentino nella bufera. Si tratta del comune di Sannicola al centro di un’inchiesta della Gdf per corruzione e turbativa d’asta e altri reati. I militari della Guardia di Finanza di Gallipoli, sotto la guida del comandante Fabio Gugliandolo, stanno eseguendo 13 misure personali. Sono coinvolti amministratori. Tra di loro compare l’ex sindaco e attuale vice sindaco Cosimo Piccione agli arresti in carcere. Sono 34 gli indagati. Questa volta il GIP come richiesto dalla Procura di Lecce non ha disposto gli interrogatori preventivi ma direttamente le misure cautelari perché è alto il rischio di inquinamento delle prove. In questo momento la Gdf sta operando al comune per eseguire dei sequestri. Le misure che stanno venendo eseguite dalla Gdf di Gallipoli riguardano una misura cautelare in carcere, sette ai domiciliari tra cui un imprenditore assessore al comune di Tuglie, due interdittive e tre obblighi di firma. Sullo sfondo ancora una volta l’intreccio di appalti e favori tra amministratori e imprenditori.

L’inchiesta “Logos” ha consentito di verificare l’esistenza del sodalizio mafioso, documentandone la genesi e la diffusione ad Altamura I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito undici ordini di carcerazione nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna, per gravi reati commessi ad Altamura, tra il 2018 e il 2019, da soggetti vicini al clan Loiudice. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari hanno consentito, già nel novembre del 2021, di eseguire 24 provvedimenti cautelari. L’inchiesta denominata “Logos” ha consentito di verificare l’esistenza del sodalizio mafioso, documentandone la genesi e la diffusione ad Altamura. L’organizzazione mafiosa riusciva ad impedire il regolare svolgimento di alcune gare, condizionandone, in cambio di denaro, gli esiti, esercitando violenza o minaccia nei confronti degli altri partecipanti al fine di scoraggiarli alla partecipazione. Inoltre, è stato documentato come il sodalizio gestisse tutte le fiorenti piazze di spaccio di Altamura. Nel corso delle indagini sono stati confiscati ai clan beni per 150mila euro e sequestrati contanti per oltre 162mila euro. Le condanna vanno dai 2 agli 11 anni di reclusione. Nei confronti di una persona l’ordine di carcerazione è stato sospeso.

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