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tumore al fegato

Il primo paziente sottoposto a Tare è stato dimesso in buone condizioni e sarà seguito dal team multidisciplinare per i controlli successivi. Microsfere radioattive in grado di colpire in modo selettivo le cellule tumorali, preservando quanto più possibile il fegato sano. Al Policlinico di Bari è stato eseguito per la prima volta un trattamento di radioembolizzazione epatica Tare, una procedura mini-invasiva e ad alta specializzazione eseguita dall’Unità operativa di medicina nucleare diretta da Giuseppe Rubini. “È un’opzione terapeutica indicata quando l’asportazione chirurgica del tumore non è tecnicamente fattibile o quando l’intervento chirurgico risulta controindicato per le condizioni cliniche del paziente. – spiega Rubini – La radioembolizzazione è un intervento che assomiglia più a un lavoro di precisione che a un’azione d’urto: le microsfere, trasportate dal flusso sanguigno, arrivano nel cuore del tumore e lì rilasciano la loro forza con una penetrazione limitata, proteggendo quanto più possibile il tessuto sano. Questa opzione può inoltre consentire, in casi selezionati, di riportare il tumore entro criteri compatibili con la candidabilità al trapianto di fegato, di cui il Policlinico di Bari è centro di riferimento regionale”. L’esecuzione della Tare prevede una fase preliminare di simulazione: uno studio angiografico super-selettivo associato all’iniezione di un radiofarmaco diagnostico che ‘simula’ la distribuzione di quello terapeutico. La dose terapeutica viene calcolata attraverso specifici software. Il primo paziente sottoposto a Tare al Policlinico è stato dimesso in buone condizioni e sarà seguito dal team multidisciplinare per i controlli successivi. “L’obiettivo è rendere questi trattamenti un’attività stabile e programmata, – dice il direttore generale, Antonio Sanguedolce – così da ampliare in modo concreto le possibilità di cura delle persone con tumore al fegato”.

“Il successo di questo intervento – evidenzia il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce – conferma il valore della sinergia tra le diverse professionalità e l’elevato livello di specializzazione delle unità operative”. Al Policlinico di Bari è stato rimosso un tumore al fegato di quasi cinque chili, del diametro di 30 centimetri da un paziente di 60 anni. La massa tumorale occupava più della metà dell’addome dell’uomo arrivato in urgenza con un’emorragia epatica e preso in carico dalla chirurgia generale Bonomo, diretta dal professor Testini. Dopo aver stabilizzato il paziente, spiegano dal Policlinico, è stato possibile asportare la massa tumorale e parte del fegato. “Il successo di questo intervento – evidenzia il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce – conferma il valore della sinergia tra le diverse professionalità e l’elevato livello di specializzazione delle unità operative”.

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