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Il Tribunale di Trani ha respinto il ricorso: il 52enne dovrà anche pagare 5.000 euro di spese legali. Un operaio 52enne di Bisceglie è stato licenziato dopo aver finto una malattia per andare al concerto di Vasco Rossi allo stadio San Nicola di Bari. I fatti risalgono al giugno 2024: l’uomo aveva comunicato all’azienda di non poter lavorare per una forte dissenteria, ma quella stessa sera è stato visto partire in autobus con amici proprio per il concerto. Scoperto, è stato licenziato e ha fatto causa. Nei giorni scorsi, però, il giudice del lavoro del Tribunale di Trani – dopo aver ascoltato alcuni testimoni e dopo la stessa ammissione del lavoratore – ha confermato la legittimità del provvedimento, evidenziando la rottura del rapporto di fiducia. Respinto quindi il ricorso: l’operaio dovrà anche pagare 5.000 euro di spese legali.

L’ordinanza apre una nuova strada per le cure in Puglia. Il diritto alla cura prima di ogni cosa, e soprattutto prima del tempo. O che diventi troppo tardi. L’ordinanza è del tribunale di Trani, impone alla Asl Bt di attivare direttamente, o attraverso strutture convenzionate, il percorso riabilitativo prescritto dopo una diagnosi. Il ricorso è stato presentato dagli avvocati Francesca Zitoli e Salvatore Romanelli, legali dei genitori di un bambino con disturbi dello spettro autistico, che si erano rivolti all’associazione autismo Aps Abruzzo. Interviste all’avvocato Francesca Zitoli, legale famiglia Mansi; avvocato Salvatore Romanelli, legale famiglia Mansi; Vincenzo Mansi, papà del bambino

Il professionista ha già restituito le somme Avrebbe trattenuto indebitamente 800 euro che invece dovevano essere versate alla Asl Bat a titolo di compensi spettanti per le visite prenotate dai pazienti tramite Cup. È questa l’accusa che ha portato uno psichiatra di Barletta, in servizio presso il Centro di Salute Mentale di Andria, ad essere interdetto per 12 mesi dall’attività libero professionale intramoenia. Alcuni giorni fa il gip del Tribunale di Trani aveva disposto per lui gli arresti domiciliari ma il Riesame lo ha rimesso in libertà, sostituendo la misura cautelare con l’interdizione. Sotto la lente della Procura sono finiti i compensi di otto pazienti, visitati fra il 2021 e il 2023. Il professionista, assistito dall’avvocato Raffaele Di Bello, ha già restituito le somme.  di Linda Cappello

La decisione del gup di Tribunale di Trani nei confronti di Pasquale Rutigliano, accusato di aver ucciso l’11 aprile dello scorso anno, Giuseppe Tupputi, barista di Barletta E’ stato rinviato a giudizio e sarà processato dinanzi alla Corte d’Assise di Trani, il 32enne Pasquale Rutigliano, accusato di aver ucciso l’11 aprile dell’anno scorso, a colpi di pistola, Giuseppe Tupputi, barista di 43 anni assassinato nel suo bar di Barletta. A deciderlo la gup del Tribunale di Trani, Marina Chiddo che, in fase di incidente probatorio, ha anche riferito, sulla base di una perizia, che l’uomo era ed è “capace di intendere e di volere”. Il processo prenderà il via il 12 maggio prossimo.Il 32enne è accusato di omicidio volontario, porto abusivo di arma da fuoco e violazione della sorveglianza speciale. Gli agenti del locale commissariato sono giunti all’identificazione di Rutigliano grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza interno ed esterno al bar. I filmati ritraggono vittima e presunto killer discutere nel locale poco prima dell’omicidio che fu compiuto con una pistola calibro nove. Tre i colpi esplosi che raggiunsero la vittima a testa e torace.Tredici anni fa Rutigliano era stato arrestato per tentato omicidio ai danni di un presunto affiliato al clan Cannito mentre nel 2019 è finito in manette per estorsione ai danni di un bar della città.

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