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trapianto di rene

Per la prima volta in Italia con tecnica robotica a un unico accesso ha ridato la vita ad un 44enne affetto da rene policistico gia in dialisi da tempo, destinato ad una ulteriore peggioramento della malattia. A portarlo a termine con successo l’equipe dell’unità operativa complessa di urologia del Policlinico grazie alla generosità della madre 61enne dell’uomo che ha scelto di donare l’organo al figlio . Questi aveva subito l’asportazione di un rene, stava sopravvivendo con l’altro comunque malato ed era stato costretto alasciare il lavoro per le sue condizioni di salute. Un intervento delicato compiuto con l’ausilio del robot come già molti ne vengono eseguiti al policlinico di bari, ma con un’ulteriore evolozione della tecnica chirurgica: un’unica incisione di circa 7 centimetri e non più attraverso tre o 4 piccole incisioni nella parete addominale, attraverso cui è stata inserito il braccio robotico e gli strumenti micro chirurgici. Intervista al Professor Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di urologia e del centro trapianti rene Policlinico di Bari

Una donna ha donato l’organo al marito: entrambi sono testimoni di Geova Un trapianto di rene da donatore vivente senza l’utilizzo di trasfusioni di sangue, per scelta religiosa del paziente, è stato eseguito al Policlinico di Bari dal professore Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di urologia e trapianto rene del Policlinico di Bari. In sala operatoria una coppia di coniugi, entrambi testimoni di Geova attivamente impegnati nella loro comunità religiosa. La moglie di 35 anni ha scelto di donare un rene al marito di 49 anni, in grave insufficienza renale. La donazione è avvenutaprima che il paziente iniziasse il percorso di dialisi, riducendo così i rischi di complicanze e l’attesa di un organo compatibile, che può arrivare anche a tre anni. “Abbiamo maturato un’esperienza importante al Policlinico di Bari nell’esecuzione di trapianti di rene da donatore vivente, in questo caso però – spiega Ditonno – non potevamo commettere errori e far ricorso a trasfusioni nel rispetto delle volontàdei pazienti”. “Tutte le scelte di donazione da vivente – aggiunge il professor Loreto Gesualdo coordinatore del Centro regionale trapianti – sono importanti e il Centro regionale trapianti lesottopone, come previsto, alla valutazione di una commissione terza. In questo caso la scelta religiosa ci ha messo davanti a una sfida importante”. “Il successo dell’intervento – conclude il direttore generaledell’azienda ospedaliero universitaria barese, Antonio Sanguedolce – conferma ancora una volta l’elevataspecializzazione del Policlinico di Bari nell’attività trapiantologica”.

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