
Brindisi, traffico di droga: sequestrati 20 chili di eroina
CRONACA Due persone sono state arrestate: un brindisino di 43 anni e un bosniaco di 53 Venti chili di eroina sono stati sequestrati nel Brindisino
Due persone sono state arrestate: un brindisino di 43 anni e un bosniaco di 53. Venti chili di eroina sono stati sequestrati nel Brindisino dal Gico di Lecce della Guardia di finanza. Due persone sono state arrestate: un brindisino di 43 anni e un bosniaco di 53, accusati di traffico di sostanze stupefacenti. Secondo quanto emerso, il brindisino guidava un’auto che precedeva un camion condotto dall’uomo di origini bosniache. Entrambi i veicoli sono stati fermati e controllati: la droga è stata recuperata e i due indagati trasferiti in carcere, in attesa dell’udienza di convalida fissata venerdì davanti al gip Simone Orazio. Le indagini proseguono per chiarire il ruolo dei due e la possibile destinazione del carico, mentre il sequestro rappresenta uno dei più ingenti mai effettuati in provincia di Brindisi.
Al centro dell’inchiesta il traffico illecito di cocaina, destinata ai mercati di Foggia e provincia ma anche della Bat, del Molise e dell’Abruzzo. Oltre 120 anni di carcere e multe di 200 mila euro per 17 persone che sono state condannate dal tribunale di bari per traffico di droga. Altri 7 hanno patteggiato la pena per complessivi 20 anni. Le condanne rientrano nell’operazione della Dia eseguita nel settembre 2024. Al centro dell’inchiesta il traffico illecito di cocaina, destinata ai mercati di Foggia e provincia ma anche della Bat, del Molise e dell’Abruzzo.
Ville, auto e conti intestati alla famiglia di Ruggiero Lattanzio. È il primo sequestro in Puglia contro gli eredi di un mafioso. Ville, appartamenti, auto e conti correnti per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro sono stati confiscati dai carabinieri del comando provinciale di Bari. I beni erano formalmente intestati agli eredi di Ruggiero Lattanzio, esponente di spicco del clan omonimo, ucciso nel 2019 a Barletta. Secondo le indagini, il patrimonio derivava dal traffico di droga e veniva “ripulito” tramite familiari, in assenza di redditi leciti. Il decreto è stato emesso dal tribunale di Bari su richiesta della Dda. Si tratta del primo provvedimento ablativo in Puglia eseguito contro gli eredi di un mafioso.
Coinvolta anche la provincia di Foggia. Le sostanze stupefacenti erano importate dal Sudamerica, dal Marocco e dall’Olanda e distribuite dalla provincia di Brescia su tutto il territorio nazionale Ci sono anche residenti della provincia di Foggia tra le persone interessate da provvedimenti emessi a seguito di una indagine antidroga partita da Brescia. Uno dei due gruppi coinvolti era legato ad esponenti di ‘Ndrangheta, Cosa Nostra, Camorra, Stidda e Sacra Corona Unita. La Polizia di Stato ha arrestato così 45 persone, di cui 30 in carcere, 12 agli arresti domiciliari, 3 con obbligo di dimora. Dalle indagini, che hanno portato a molte perquisizioni, sono emersi due gruppi accusati di associazione per delinquere finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti importate dal Sudamerica, dal Marocco e dall’Olanda e distribuite dalla provincia di Brescia su tutto il territorio nazionale.
Il messaggio lanciato da monsignor Fabio Ciollaro, in un territorio in cui prospera il traffico di droga. E puntando il dito contro i consumatori di sostanze stupefacenti ha dichiarato: “Se c’è tanto spaccio in città significa che c’è tanta richiesta” “Si tratta di scegliere: la cocaina o la Pasqua?” E’ questa la riflessione mossa dal vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, monsignor Fabio Ciollaro, in occasione delle imminenti festività. Un messaggio lanciato ai fedeli, non a caso, in un territorio in cui prospera il traffico di droga. Così Monsignor Ciollaro ha puntato il dito contro i consumatori delle sostanze stupefacenti, non solo i ragazzi ma anche gli adulti. “C’è un particolare però che non possiamo ignorare: lo spaccio ha tanti clienti qui sul posto, e non si tratta solo di giovani. Sarebbe comodo pensarlo, per scaricare su di loro il problema. Se c’è tanto spaccio in città – ha proseguito il vescovo – significa che c’è tanta richiesta”. Infine Monsignor Ciollaro ha ribadito ai cittadini di Cerignola che “la fede, quando è autentica, non è oppio ma forza inesauribile. Non è illusione per stordirci e dimenticare i problemi, ma riserva di coraggio e di speranza”.

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