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tito

. A Tito i carabinieri hanno sequestrato 7 quintali di artifici pirotecnici di vario genere, contenuti in 512 scatole, perché pericolosi per la pubblica incolumità . Erano nascosti in un container di un’azienda. Gli oggetti pirotecnici erano nella disponibilità di un imprenditore che è titolare di licenza per la vendita di prodotti pirici in un esercizio commerciale autorizzato ma è ritenuto di fatto organizzatore di un secondo canale di vendita, occulto e parallelo. Visto il numero elevato di oggetti e il potenziale esplosivo ricavato dalla quantità di polvere pirica (di 783 chilogrammi) e considerato il luogo angusto dove erano stati immagazzinati, secondo i carabinieri la detenzione del materiale costituisce un pericolo concreto per la sicurezza pubblica. L’imprenditore è stato arrestato e sottoposto ai domiciliari. Arresto convalidato dal gip del Tribunale di Potenza che ha deciso di rimettere l’uomo in libertà. Revoca la licenza per la vendita di prodotti pirici da parte della Prefettura.

I genitori hanno denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine e sono state attivate tutte le ricerche del caso. Dallo scorso 11 dicembre non si hanno più notizie di Marco Giosa, 23enne di Tito (PZ), studente universitario a Roma. Il giovane non dà sue notizie da alcuni giorni. I genitori hanno denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine e sono state attivate tutte le ricerche del caso. Negli ultimi giorni sarebbe stato avvistato prima Cologno Monzese e successivamente a Torino.

Ascoltate in audizione dalla Commissione del Ministero della Cultura le cinque città candidate Servizio di Michele Frallonardo

Tra i temi i contratti specifici di settore Servizio di Virginia Cortese; interviste a Gianluca Ficco, segretario nazionale UILM; Marco Lomio, segretario regionale UILM;

La truffatrice aveva venduto per 3mila euro 4 ceri miracolosi che avrebbero salvato il marito. Al momento della consegna del denaro si sono presentati i militari Garantiva la guarigione da malattie e vantava conoscenze magiche tali da scacciare il malocchio dalla vita delle persone. Ma era ovviamente una truffatrice che i carabinieri di Potenza hanno individuato e arrestato in flagranza di reato. La donna, una 40enne campana, aveva fatto credere ad una donna di Tito di riuscire a guarire il marito gravemente malato utilizzando quattro candele magiche che le avrebbe venduto a quasi 3mila euro. La malcapitata avrebbe dovuto consegnarle il denaro nella zona industriale ma l’intervento dei carabinieri ha impedito che la truffa fosse portata a termine. I soldi sono stati restituiti alla vittima e la maga è stata arrestata.

Vittima un 35enne di Pignola, ricoverato in Rianimazione all’ospedale San Carlo di Potenza E’ ricoverato in Rianimazione all’ospedale San Carlo di Potenza, un 35enne di Pignola che, nel pomeriggio di ieri, sarebbe rimasto schiacciato da una pressa per lamiere mentre si trovava al lavoro in un’azienda a Tito. A chiamare i soccorsi sono stati i colleghi. Sul posto sono intervenuti con un’eliambulanza i sanitari del 118 Basilicata. Sulle cause dell’incidente stanno indagando i Carabinieri di Potenza e personale dell’Azienda sanitaria del capoluogo.

Inchiesta della Procura di Potenza per inquinamento I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Potenza, su disposizione della locale Procura, hanno eseguito il sequestro preventivo dell’intera area della Daramic a Tito, dove sin dal 1997 si producevano componenti per separatori di batterie, su una superficie paesaggisticamente vincolata di 48mila metri quadri, all’interno del Sito inquinato d’interesse Nazionale. Il provvedimento di sequestro, con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, è stato adottato nei confronti di 13 indagati: 6 funzionari pubblici e 7 appartenenti al management, tra cui due residenti oltralpe e 2 curatori fallimentari, tutti indiziati – a vario titolo – dei reati di disastro ambientale aggravato omessa bonifica e discarica abusiva. I provvedimenti sono stati emessi al termine delle indagini avviate nel 2023 dalla Procura potentina e delegate ai carabinieri dalle quali è emersa la mancata rimozione di una sorgente primaria di contaminazione da tricloroetilene la cui attività avrebbe significativamente compromesso e deteriorato la falda acquifera ben oltre i confini del SIN con valori 110 volte superiori al limite di legge anche in aree a vocazione agricola, e persino nel corpo idrico superficiale dell’affluente del fiume Basento.

L’infrastruttura, attesa da quarant’anni, permetterà di velocizzare i collegamenti con la val d’Agri e l’autostrada del Mediterraneo Servizio di Alessandro Boccia Intervistati: Vito Bardi, presidente Regione Basilicata Carlo Pullano, responsabile di Anas Basilicata

Test positivi per due gallerie, apertura al traffico entro gennaio Servizio di Alessandro Boccia

Oltre ai fusti andranno recuperati e smaltiti i rifiuti stoccati sul piazzale dell’ex Daramic Servizio di Alessandro Boccia Pietro Simonetti, Centro studi e ricerche economiche e sociali

I reati sono disastro e inquinamento ambientale I carabinieri del Noe di Potenza e la Polizia Provinciale, coadiuvati nella fase esecutiva dai militari del locale comando provinciale dei Carabinieri, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro probatorio dell’area industriale ex Daramic, a Tito, e ricadente nell’omonimo sito d’interesse nazionale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. I reati sono disastro e inquinamento ambientale

Inaugurata la variante sulla statale Tito-Brienza

L’infrastruttura, attesa da quarant’anni, permetterà di velocizzare i collegamenti con la val d’Agri e l’autostrada del Mediterraneo Servizio di Alessandro Boccia Intervistati: Vito Bardi, presidente

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