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I fatti risalgono al primo marzo scorso, il presunto responsabile è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza. Avrebbe piazzato un ordigno esplosivo, fabbricato artigianalmente con una tanica di benzina da 3 litri, 6 fiammiferi ed una sigaretta spezzata, in occasione di una riunione dei testimoni di Geova a Bari, nella sede di via Biccari, il primo marzo scorso. Per questo gli agenti della Questura di Bari hanno arrestato e condotto in carcere un 38enne di Bari, incensurato: le accuse contestate sono quelle di fabbricazione e detenzione di materiale esplodente. Secondo quando raccontato da alcuni fedeli, l’uomo si sarebbe presentato ad una riunione, a cui in quel momento stavano partecipando circa 78 persone, fra cui anche bambini, sedendosi in terz’ultima fila e portando con sé una busta di colore blu. I membri dell’assemblea, insospettiti dal suo atteggiamento, lo hanno invitando a lasciare la sala, ma l’uomo non ha voluto portare con sé la busta dicendo : “Quella deve restare lì “. Lo sconosciuto si è poi allontanato a bordo di un monopattino, mentre la polizia ha verificato il contenuto della busta. Il 38enne è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza.

Olimpia Fuina, madre di Luca Orioli, non ha mai creduto alla tesi della morte accidentale e continua a chiedere giustizia per i due ragazzi Documenti inediti sono stati depositati presso la Procura di Potenza sulla vicenda dei due fidanzatini di Policoro, Luca Orioli e Mariarosa Andreotta, trovati senza vita il 23 marzo del 1988 all’interno di una villetta alla periferia del comune materano. A presentarli è stato l’avvocato di Olimpia Fuina, madre di Luca Orioli, che non ha mai creduto alla tesi della morte accidentale e continua a chiedere giustizia per i due ragazzi. Secondo le conclusioni del Tribunale di Matera, a causare la morte dei due ragazzi fu una folgorazione o un’intossicazione da monossido di carbonio. Negli anni si è giunti alla riesumazione dei corpi e a una perizia che, pur senza prove definitive, ipotizzò anche l’omicidio. Nella sua istanza, l’avvocato parla anche della presenza di testimoni a conoscenza dei fatti. Tanto da chiedere l’avocazione delle indagini dopo l’ennesimo rigetto della richiesta di riapertura da parte della Procura di Matera.

160 i fedeli che si sono immersi nella piscina della Fiera del Levante di Bari Servizio di Francesco Iato Intervista a Giuseppe Carbonara, portavoce Testimoni di Geova

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