
Il bambino abbandonato nella culla termica era vivo
L’autopsia ha accertato che è morto di ipotermia e che le tracce di urina trovate sul tappeto erano del piccolo Nessun dubbio che il bambino

L’autopsia ha accertato che è morto di ipotermia e che le tracce di urina trovate sul tappeto erano del piccolo Nessun dubbio che il bambino trovato morto nella culla termica di Bari il 2 gennaio scorso, sia stato abbandonato in vita. Lo certifica la presenza di urina rinvenuta sul materassino e accertata dalla consulenza del genetista dell’università di Pavia Carlo Previderè, incaricato dalla Procura di Bari. La chiusura delle indagini è vicina: la Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti del parroco della chiesa San Giovanni Battista, don Antonio Ruccia, e del tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla e che si occupò di ripararla il 14 dicembre scorso. La Procura indaga anche per abbandono di minori a carico di ignoti.
Saranno celebrati nella chiesa madre del cimitero, delle esequie si occuperà Roberto Savarese, il titolare dell’agenzia funebre il 2 gennaio fece la tragica scoperta Saranno celebrati sabato mattina alle 10 dall’arcivescovo Giuseppe Satriano i funerali del bambino trovato senza vita nella culla termina della chiesa San Giovanni Battista di Bari il 2 gennaio scorso. La cerimonia si svolgerà nella chiesa madre del cimitero, mentre delle esequie si occuperà Roberto Savarese, il titolare dell’agenzia funebre che quel giorno fece la drammatica scoperta. Secondo quanto emerso dalle indagini, il piccolo è morto per ipotermia. I consulenti della procura avrebbero accertato il malfunzionamento dei sensori del tappetino della culla, la cui attivazione invia la segnalazione di presenza di un bambino, e del condizionatore dal quale usciva aria fredda

L’autopsia ha accertato che è morto di ipotermia e che le tracce di urina trovate sul tappeto erano del piccolo Nessun dubbio che il bambino

Saranno celebrati nella chiesa madre del cimitero, delle esequie si occuperà Roberto Savarese, il titolare dell’agenzia funebre il 2 gennaio fece la tragica scoperta Saranno