
Taranto, aggredisce il padre dopo un litigio: arrestato un 30enne
Il figlio avrebbe da tempo minacciato i genitori per ottenere il denaro che sarebbe stato destinato all’acquisto di stupefacenti Ha aggredito il padre ferendolo al

Il figlio avrebbe da tempo minacciato i genitori per ottenere il denaro che sarebbe stato destinato all’acquisto di stupefacenti. Ha aggredito il padre ferendolo al collo al culmine di una lite per ottenere denaro. Per questo un 30enne di Taranto è stato arrestato dai carabinieri per estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’intervento dei militari è scattato dopo una richiesta di aiuto giunta alla centrale operativa. I militari sono arrivati nell’abitazione in cui il 30enne vive con suo padre, interrompendo l’aggressione e mettendo in sicurezza il padre, un uomo di 61 anni. Il figlio avrebbe da tempo minacciato i genitori, non mancavano anche violenze fisiche e pressioni psicologiche per ottenere il denaro che sarebbe stato destinato all’acquisto di stupefacenti. Il 61enne è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato all’ospedale di Taranto dove è stato medicato. I carabinieri hanno attivato il Codice rosso.
In azione più di 470 militari del Comando Provinciale È in corso in queste ore una vasta operazione antimafia condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce in tutta la Provincia e altre località della Puglia e dell’Italia. I soggetti sono gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione, porto illegale di armi da sparo. In azione più di 470 militari del Comando Provinciale di Lecce. Sono oltre 80 i provvedimenti in esecuzione a seguito di un’indagine condotta dal 2020 al 2024. Nello specifico gli indagati sono complessivamente 112, per 87 è stata emessa misura cautelare: per 56 indagati è stato disposto il carcere, per 31 i domiciliari. L’operazione riguarda come detto Lecce e la zona sud della provincia con i comuni di Andrano, Tricase, Maglie, Scorrano e Santa Maria di Leuca. Colpiti al cuore i clan della sacra Corona unita attivi nell’area di Melendugno-Vernole, Castrì e Lizzanello.
Un poliziotto ha sentito un rumore strano provenire dal cielo e sono partiti i controlli Drone che trasportava telefonini e sostanze stupefacenti recuperato dai poliziotti nel carcere di trani ieri sera. A darne notizia è il segretario nazionale del sindacato Sappe, Federico Pilagatti: “Un poliziotto – si legge nella nota – ha sentito un rumore strano provenire dal cielo, dopo aver avvertito il responsabile, si sono spostati immediatamente sul muro di cinta, per capire a cosa fosse dovuto. Controlli anche a terra, con un’auto che ha battuto l’area adiacente il muro di cinta, per verificare se ci fosse qualcuno nei dintorni. lo stato di allerta del personale di polizia penitenziaria avrebbe intimorito chi pilotava il drone e chi dall’interno delle celle gli stava dando indicazioni: l’apparecchio è caduto, prontamente recuperato dai poliziotti. Il drone trasportava telefonini e sostanze stupefacenti. Il Sappe da anni denuncia come la delinquenza abbia raggiunto livelli di utilizzo di tecnologia incredibili investendo tanti soldi,mentre i poliziotti non hanno mezzi a disposizione per contrastare in maniera efficace questo traffico illecito.
La madre aveva assunto stupefacenti durante la gravidanza, aperta un’inchiesta Giornalista: Pamela Spinelli

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Un poliziotto ha sentito un rumore strano provenire dal cielo e sono partiti i controlli Drone che trasportava telefonini e sostanze stupefacenti recuperato dai poliziotti

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