
Taranto, licenziamenti ingiusti al Todis, scatta lo stato di agitazione
Licenziamenti in tronco e senza motivo al supermercato Todis di Lama, a Taranto. Solo l’ultimo di tanti episodi irregolari per la Uiltucs, che proclama lo stato di

Licenziamenti in tronco e senza motivo al supermercato Todis di Lama, a Taranto. Solo l’ultimo di tanti episodi irregolari per la Uiltucs, che proclama lo stato di agitazione. Licenziata, da un giorno all’altro, senza motivo. Così un altro collega, prima demansionato da responsabile a magazziniere, poi mandato a casa. La Uiltucs Taranto proclama lo stato di agitazione e lo sciopero dei lavoratori del Todis di Lama, in via Tre Fontane. I licenziamenti in tronco sono solo l’ultima delle irregolarità denunciate dal sindacato. Dalla presenza di lavoratori in nero, alcuni anche in disoccupazione già percettori di Naspi, fino ai casi di dipendenti con turni da 60 ore settimanali a fronte di contratti e salari part time, senza riposi, ferie, diritti. Chiedono il confronto con Conad e Addis, la società che gestisce il supermercato, e il reintegro dei lavoratori. Intervista a Luigi Galiano, Uiltucs Uil Taranto
Secondo Fillea, Filca e Feneal “la strada tracciata dall’azienda è del tutto distante dalle necessità reali”. “Il piano Natuzzi non convince e penalizza le lavoratrici e i lavoratori”. Lo affermano Fillea, Filca e Feneal dopo la rottura del tavolo in Confindustria Bari con Natuzzi. Le organizzazioni sindacali proclamano lo stato di agitazione e annunciano iniziative di mobilitazione in vista del confronto convocato il 2 marzo al ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma. L’esito dell’incontro, spiegano, “ha confermato che la strada tracciata dall’azienda è del tutto distante dalle necessità reali di chi ogni giorno manda avanti la produzione e non rilancia l’azienda”. Il piano, secondo i sindacati, “rischia di determinare un netto peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro” senza offrire “alcuna prospettiva per una definitiva uscita dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali”. Sul fronte degli ammortizzatori, i numeri parlano di una sospensione media della Cigs del 45%, giudicata “un colpo durissimo ai salari” e un ulteriore elemento di precarietà strutturale. Per Fillea, Filca e Feneal l’unica via per ridurre la cassa integrazione è il rientro delle produzioni dalla Romania.
Tra i motivi il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni Le rsu/rsa del Gruppo Natuzzi, unitamente alle segreterie territoriali, regionali e nazionali Feneal UIL, Filca CISL, Fillea CGIL, Uiltucs, Fisascat CISL e Filcams CGIL, hanno proclamato lo stato di agitazione in tutti gli impianti del gruppo Natuzzi. L’ennesimo Piano Industriale, presentato nel 2022 ed aggiornato nel 2024, stenta a trovare piena attuazione – scrivono in una nota – non solo per fattori “esterni” come il mancato sostegno al Made in Italy o le recenti misure attuate dal Governo USA (dazi), ma anche per precise e gravi responsabilità aziendali. Tutto ciò determina il mancato pieno rilancio delle produzioni negli stabilimenti italiani e, conseguentemente, il continuo massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. A questo si aggiunge il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni che da diversi mesi aggrava ulteriormente la condizione di lavoratrici e lavoratori. Per questo, i sindacati hanno deciso di proclamare con effetto immediato lo stato di agitazione, riservandosi di intraprendere ulteriori iniziative di mobilitazione per rivendicare nei confronti di Natuzzi e di tutt le istituzioni misure a salvaguardia dell’occupazione e del rilancio delle produzioni industriali.
Lunedì non si presenteranno allo stadio in occasione della partita con l’Altamura I calciatori del Taranto dichiarano lo stato di agitazione. Se entro domani la società non dovesse pagare le 4 mensilità di settembre, ottobre, novembre e dicembre annunciano lo sciopero che sarà attuato lunedì: non si presenteranno allo stadio, in occasione della partita in trasferta con l’Altamura. Inaccettabile ed insostenibile la condizione lavorativa, affermano in una nota pubblicata sul sito dell’associazione italiana calciatori. Oltre alle mensilità i giocatori non hanno ricevuto altre indennità, come spese di alloggio, ritenute Irpef e contributi previdenziali. sinora la prima squadra ha continuato ad allenarsi e giocare, per rispetto verso la città e verso i tifosi. Ma la situazione economica – concludono – sta pregiudicando anche la serenità familiare dei calciatori. Da qui lo stato di agitazione. Il Taranto, squadra che milita in serie C è al momento ultimo in classifica.
Dopo l’ordinanza della polizia locale che prevede blocchi, per 3 giorni, in vista del giuramento della marina e dei carabinieri di giovedì prossimo. La petizione sarà presentata al sindaco Melucci E’ partita una raccolta di firme dei commercianti del borgo di Taranto, dopo l’ordinanza della polizia locale che prevede blocchi, per 3 giorni, in vista del giuramento della marina e dei carabinieri di giovedì prossimo. Gli esercenti sono esasperati. Il momento è difficile dicono e non siamo più disposti a tollerare certe scelte da parte dell’amministrazione. Troppi cantieri aperti e pochi parcheggi disponibili scoraggiano chiunque a venire al borgo. La petizione verrà presentata al sindaco Melucci, all’assessore allo sviluppo economico, Manzulli e all’assessore alla polizia municipale, Ciraci. Intanto domani, in concomitanza con il consiglio comunale, alle 13.30 i commercianti protesteranno sotto Palazzo di Città.

Licenziamenti in tronco e senza motivo al supermercato Todis di Lama, a Taranto. Solo l’ultimo di tanti episodi irregolari per la Uiltucs, che proclama lo stato di

LAVORO Secondo Fillea, Filca e Feneal “la strada tracciata dall’azienda è del tutto distante dalle necessità reali” “Il piano Natuzzi non convince e penalizza le

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Lunedì non si presenteranno allo stadio in occasione della partita con l’Altamura I calciatori del Taranto dichiarano lo stato di agitazione. Se entro domani la

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