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spaccio di droga

Nel mirino anche i comuni limitrofi. In totale 17 le persone indagate. Sono sette le persone arrestate nel Brindisino nell’ambito di un’operazione antidroga condottadagli agenti del commissariato di Mesagne e coordinata dalla procura. Le misure cautelari sono state seguite sulla base di un’ordinanza disposta dal gip del tribunale di Brindisi. Le accuse sono di detenzione, in concorso, ai fini di spaccio di sostanze stupefacente. Oltre ai sette arrestati (tutti aidomiciliari), sono state disposti anche quattro obblighi di dimora. Sono in totale diciassette le persone indagate nell’inchiesta legata alla cessione di cocaina e hascisc in alcuni comuni della provincia di Brindisi, tra cui Mesagne e Latiano.

Trovati in casa anche materiale per il confezionamento e 1.500 euro. La Polizia di Stato di Brindisi ha arrestato un pregiudicato brindisino, di 55 anni, già ai domiciliari, per detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico di cocaina e hashish. Nel corso della perquisizione in casa sono stati trovati 35 grammi di cocaina, 8 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e denaro contante pari a 1.500 euro. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Brindisi.

Sono stati trovati 805 grammi di cocaina, 7,5 chili di hashish, 949 grammi di marijuana e  materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi Due giovani di 21 e 29 anni sono stati arrestati dalla Polizia a Noicattaro per spaccio di droga. L’attività d’indagine, caratterizzata anche da servizi di pedinamento ed appostamento, ha consentito di appurare come gli arrestati avessero creato, all’interno di un’abitazione, un vero e proprio nascondiglio dove nascondere ingenti quantità di sostanza stupefacente e procedere al confezionamento delle dosi. In casa sono stati trovati 805 gr. di cocaina, 7,5 Kg. di hashish, 949 gr. di marijuana e  materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.

Indagine lampo della Squadra Mobile sul ferimento di un ragazzo, vero obiettivo dell’agguato e una ragazza, ferita per sbaglio

Tre arresti a Gravina, uno in carcere e due ai domiciliari Avrebbero creato un laboratorio di circa 200 metri quadri utilizzato per la produzione di marijuananella zona industriale di Gravina in Puglia, organizzando un’attività di spaccio della sostanza stupefacente in un’abitazione dello stesso Comune pugliese. Le fiamme gialle hanno eseguito provvedimenti giudiziari per sei cittadini albanesi: uno in carcere, due agli arresti domiciliari, tre destinatari dell’obbligo di dimora. L’operazione della gdf rha portato alla luce l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati il laboratorio clandestino e ingenti quantitativi di cocaina e marijuana, arrestate in flagranza quattro persone di nazionalità italiana.

Avrebbero rifornito pusher stranieri, coinvolti anche gambiani Servizio Linda Cappello

Associazione operante nel Vallo di Diano e a Potenza Ventitrè ordinanze (in carcere, ai domiciliari, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e imprese) sono state eseguite in mattinata da Carabinieri e finanzieri nei confronti di altrettanti indagati che, fra il Vallo di Diano, nel Salernitano, e Potenza, avevano costituito un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga ed erano coinvolti – secondo l’accusa – anche in reati contro la pubblica amministrazione e il patrimonio. Le ordinanze sono state emesse dal gip presso il Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura della Repubblica, e hanno portato anche al sequestro preventivo di centomila euro. Un ruolo centrale nell’organizzazione avrebbe svolto – anche nel periodo in cui era detenuto – un campano, aiutato dalla sua famiglia a gestire lo spaccio della droga, in particolare di hascisc. Tra le vicende emerse anche la presunta corruzione di un agente della Polizia penitenziaria, all’epoca in servizio nel carcere di Potenza, “finalizzata all’ottenimento di favori illeciti da parte dell’agente in ambito carcerario, in cambio di beni e utilità”. Il clan avrebbe anche costituito società intestate a prestanome e compiuto “numerose truffe aggravate ai danni dell’Inps”, anche attraverso assunzioni “fittizie”.

Nel mirino due sodalizi criminali, tra gli acquirenti anche minori Intervista:Francesco Curcio, procuratore distrettuale antimafia di Potenza Giuseppe Ferrari questore di Potenza, Servizio Alessandro Boccia

Sono 21 manufatti di proprietà del Ministero dei Lavori Pubblici Ventuno immobili abusivi realizzati a San Severo, nel Foggiano, sono stati sequestrati dalla Poliziadi Stato in collaborazione con la Polizia Locale. Quattrodici le persone sottoposte ad indagini per occupazione abusiva di suolo pubblico. L’operazione si inserisce nelle attività investigative concluse dalla Squadra Mobile nei mesi di ottobre e novembre scorsi, dalle quali è emersa un’attività di traffico di sostanze stupefacenti, gestita “come una normale attività commerciale operante nelle 13 piazze di spaccio individuate e smantellate nei diversi quartieri popolari del comune di San Severo”. Alcunesarebbero state realizzate all’interno di abitazioni, spesso abitate anche da minori di dieci anni, davanti ai quali avveniva l’attività di spaccio, mentre altre sarebbero state organizzate in illeciti coffee shop, in cui gli assuntori avrebbero avuto la possibilità di consumare la sostanza stupefacente acquistata. Tra i manufatti abusivi sequestrati oggi, ce ne sarebbero alcuni destinati proprio all’attività di spaccio. Le indagini hanno riguardato una prima serie di fabbricati costruiti su suolo pubblico, di proprietà del Ministero dei Lavori Pubblici. In uno di questi manufatti, il 5 ottobre del 2022, fu aggredito Vittorio Brumotti, inviato diStriscia la notizia che con la sua troupe documentava proprio l’attività di spaccio. Stando alle indagini, le 14 persone avrebbero realizzato opere murarie abusive destinate al ricovero e deposito dei mezzi o allo spaccio di sostanze stupefacenti. Gli immobili sequestrati sarebbero divenuti “punti di riferimento” di assuntori di sostanze stupefacenti e gli indagati avrebbero reso quasi “impenetrabili” le strutture,tanto da rendere necessario affiancare, alle tradizionali attività investigative, anche agenti sotto copertura. 

Spaccio di droga a Potenza: eseguiti 33 arresti

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