
“Il cane Bruno non è stato ucciso”: addestratore indagato per simulazione di reato
CRONACA La Procura di Taranto ribalta lo scenario. Nella relazione del veterinario si legge che nello stomaco e nell’intestino del cane non è stata trovata
La Procura di Taranto ribalta lo scenario. Nella relazione del veterinario si legge che nello stomaco e nell’intestino del cane non è stata trovata alcuna traccia di chiodi né di sostanze tossiche. Sembrava una storia di crudeltà senza senso, capace di scuotere l’Italia intera. La morte di Bruno, il cane molecolare di Taranto, dato inizialmente per ucciso da bocconi imbottiti di chiodi, aveva scatenato un’ondata di indignazione nazionale. Sui social e nel dibattito pubblico erano arrivate condanne durissime, fino all’intervento della premier Giorgia Meloni che, con un post su X, aveva definito l’episodio un atto vile e inaccettabile. Oggi però la Procura di Taranto ribalta completamente lo scenario. Secondo il sostituto procuratore Raffaele Casto, l’uccisione del cane sarebbe stata simulata. L’addestratore e proprietario di Bruno, Arcangelo Caressa, è stato iscritto nel registro degli indagati per simulazione di reato. Disposte nei suoi confronti perquisizioni e sequestri di telefoni, computer e documentazione. Decisivi gli esiti dell’autopsia. Nella relazione del veterinario si legge che nello stomaco e nell’intestino del cane non è stata trovata alcuna traccia di chiodi né di sostanze tossiche. Bruno non avrebbe mangiato da oltre venti ore, forse anche da più di un giorno. Le testimonianze raccolte confermano che al momento del ritrovamento non c’erano bocconi sospetti nel box. Per gli inquirenti l’intera scena sarebbe stata costruita ad arte, anche attraverso un seppellimento avvenuto senza avvisare né le forze dell’ordine né l’Asl. Le cause reali della morte restano da chiarire, ma per la Procura una cosa è certa: Bruno non è morto per ingestione di polpette con i chiodi. Ora spetterà alla magistratura fare piena luce su una vicenda che, a questo punto, è ancor più senza senso.

CRONACA La Procura di Taranto ribalta lo scenario. Nella relazione del veterinario si legge che nello stomaco e nell’intestino del cane non è stata trovata
