cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

comune-di-castelmezzano

sicurezza alimentare

Quasi la metà degli italiani soffre di disturbi alimentari: tra diagnosi sommerse e il boom di intolleranze al Sud, arrivano lo screening pediatrico e i nuovi buoni digitali validi in tutta Italia. Immaginate che, seduti a una tavola imbandita, un italiano su due debba guardare al menù con sospetto o timore. Non è un’esagerazione statistica, ma la realtà emersa tra i corridoi del Senato: tra celiachia, allergie alimentari e intolleranza al lattosio, quasi metà del Paese convive con un corpo che si ribella al cibo. Se la celiachia colpisce l’1% della popolazione, con oltre 265.000 diagnosi ufficiali e un “esercito fantasma” di almeno 400.000 persone che ancora non sanno di essere malate, è nel Sud Italia che la sfida si fa più intensa, specialmente per l’intolleranza al lattosio che qui tocca punte del 50%. Per rispondere a questa silenziosa emergenza quotidiana, l’Italia sta mettendo in campo una vera rivoluzione: grazie alla Legge 130 del 2023, i nostri bambini saranno protetti da uno screening pediatrico nazionale capace di scovare la celiachia sul nascere, prima che faccia danni. Ma la vera notizia che cambierà la vita a migliaia di famiglie è contenuta nell’articolo 77 della Legge di Bilancio 2026: i famosi buoni per il senza glutine smettono di essere pezzi di carta legati alla farmacia sotto casa. Diventano digitali, dematerializzati e, finalmente, circolari, permettendo a un cittadino pugliese o siciliano di fare la spesa in tutta Italia senza ostacoli burocratici. Mentre il Ministero della Salute combatte in Europa per avere etichette sugli allergeni più chiare e trasparenti, l’obiettivo è uno solo: trasformare la tavola da un potenziale campo minato — con il rischio sempre presente dello shock anafilattico — in un luogo di sicurezza e inclusione per tutti.

L’ortofrutta pugliese si conferma leader nazionale, ma il settore deve oggi fare i conti con una pressione senza precedenti. Con oltre 3 milioni di tonnellate prodotte all’anno e un valore che sfiora i 2,7 miliardi di euro, la Puglia resta il pilastro agricolo d’Italia. Tuttavia, le importazioni selvagge e i cambiamenti climatici mettono a rischio il reddito di migliaia di imprese. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia diffusa in occasione del Macfrut, il salone internazionale dell’ortofrutta. I numeri del settore: la forza della Puglia La filiera ortofrutticola regionale non è solo un asset economico, ma un vero motore occupazionale e produttivo. Ecco i dati principali: Produzione annua: oltre 3 milioni di tonnellate. Imprese coinvolte: più di 21.000. Superficie coltivata: 164.000 ettari. Valore alla produzione: circa 2,7 miliardi di euro. Dalle brassicacee al pomodoro, fino agli ortaggi in serra, il sistema pugliese garantisce qualità e continuità di approvvigionamento sui mercati nazionali ed esteri. Le minacce: importazioni e concorrenza sleale Nonostante i numeri da record, Coldiretti Puglia lancia l’allarme: la competitività delle nostre imprese è minacciata da importazioni extra-UE che spesso non rispettano i rigorosi standard produttivi e normativi italiani. Questa dinamica genera un’alterazione della concorrenza e una drastica riduzione dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, rendendo difficile coprire persino i costi di produzione, gonfiati anche dai rincari energetici e dalle tensioni geopolitiche. Le richieste di Coldiretti: reciprocità e trasparenza Per difendere il “Made in Puglia”, Coldiretti punta su tre pilastri fondamentali: Revisione del Codice Doganale: per garantire massima trasparenza sull’origine dei prodotti. Principio di Reciprocità: le produzioni importate devono sottostare alle stesse regole (sociali, ambientali e sanitarie) imposte agli agricoltori italiani. Stop alle “trasformazioni fittizie”: evitare che prodotti esteri, con minime lavorazioni, acquisiscano la cittadinanza italiana ingannando il consumatore. Innovazione e Logistica: il futuro dell’ortofrutta Oltre alla difesa dei confini commerciali, Coldiretti Puglia sottolinea l’importanza di investire internamente. Per rafforzare la filiera sono necessari: Investimenti nella logistica: per abbattere i costi di trasporto e migliorare la freschezza. Aggregazione: per dare più forza contrattuale agli agricoltori. Innovazione tecnologica: per affrontare i cambiamenti climatici e aumentare la resa qualitativa. “Appuntamenti come il Macfrut sono strategici per costruire nuove prospettive di sviluppo, difendere il reddito degli agricoltori e garantire un futuro sostenibile a uno dei comparti più importanti della nostra regione” – conclude Coldiretti Puglia.

Al via, all’Università di Bari, la due giorni organizzata dal Dipartimento di Scienze del suolo e degli alimenti, in occasione della Giornata mondiale della Sicurezza Alimentare Servizio di Guglielmina Logroscino Montaggio di Pasquale D’Attoma

Il furto ha riguardato il Bonassisa lab, un laboratorio per la sicurezza alimentare che si trova nella zona industriale. Il gruppo elettrogeno era a bordo di un camion parcheggiato nel cortile del laboratorio. I ladri hanno poi utilizzato il mezzo pesante rubato per sfondare il cancello della struttura e fuggire. Sono intervenute le forze dell’ordine chiamate dai responsabili del laboratorio che si sono accorti del furto grazie all’impianto di videosorveglianza. In corso le indagini della polizia per risalire ai responsabili.

gilca-srl-giugno
gilca-srl-giugno