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Lo rivela uno studio pubblicato su Science. Il battito cardiaco è un’arma contro la crescita del tumore. La forza delle contrazioni rallenta la moltiplicazione delle cellule tumorali nel cuore, cosa che potrebbe anche spiegare perché lo sviluppo di tumori cardiaci è un evento raro. In futuro questa scoperta potrebbe tradursi nello sviluppo di dispositivi indossabili come fasce per rallentare la crescita di tumori superficiali come il cancro della mammella o i tumori della pelle. I risultati di questo studio sono stati pubblicati su Science. “Abbiamo visto che stimolando in maniera ritmica cellule tumorali, quindi simulando il battito cardiaco, queste crescono molto meno, viceversa riducendo le forze di contrazione le cellule crescono di più”, spiega la ricercatrice Serena Zacchigna del Centro Internazionale per l’Ingegneria Genetica e la Biotecnologia e Università di Trieste. I ricercatori sono partiti dal fatto che nel cuore normalmente le cellule cardiache non si possono rigenerare. Così hanno deciso di studiare il cuore di pazienti con grave scompenso cardiaco in cui viene impiantata una pompa per sopperire all’insufficienza cardiaca: “Abbiamo visto che nel loro cuore, messo a riposo dalla pompa, i cardiomiociti al contrario possono rigenerarsi, cosa che non succede normalmente quando il cuore si contrae”, spiega Zacchigna. Di qui, appunto, nasce l’idea che le contrazioni cardiache potessero inibire la moltiplicazione cellulare. La bellezza di questo studio, anticipa Zacchigna, è che in prospettiva si potrebbero costruire robot o dispositivi indossabili (come fasce) che mimano il battito cardiaco per stimolare tumori superficiali come neoplasie della pelle e tumore della mammella ad esempio. “Nel giro di 3-4 anni potremmo arrivare ad avere dei prototipi da testare sui pazienti”. 

Protagonisti 30 studenti in arrivo da 12 Paesi che per due anni hanno studiato in Italia Servizio di Anna De Feo Riprese e Montaggio di Orazio Corbacio Intervista: Maurizio Raeli – Direttore Ciheam Valenzano

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