
Ruba denaro in sacrestia, il parroco pubblica il video del furto/VIDEO
Ruvo di Puglia, denuncia di don Ignazio Gadaleta: quei 900 euro servivano per le persone fragili Ha rubato 900 euro frugando nel cassetto della scrivania
Ruvo di Puglia, denuncia di don Ignazio Gadaleta: quei 900 euro servivano per le persone fragili Ha rubato 900 euro frugando nel cassetto della scrivania della sacrestia. E’ successo a Ruvo di Puglia dieci giorni fa e ora il parroco della chiesa di San Michele Arcangelo, don Ignazio Gadaleta, ha deciso di denunciare tutto ai Carabinieri e di pubblicare sui social il video del furto, sperando che il ladro ci ripensi e restituisca la somma. nel video, che dura un minuto, si vede un distinto signore vestito di scuro e con un borsello a tracolla che che entra nella stanza mentre parla al cellulare, si avvicina alla scrivania, apre il cassetto, acciuffa qualcosa, lo richiude a va via. “Non so chi sia quell’uomo, non l’ho mai visto – ha detto il parroco – la cosa che più mi dispiace è che questo furto ha conseguenze sui bisogni di chi vive in condizioni di fragilità sociale ed economica. Vorrei che l’autore lo capisse e che possa redimersi”.
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A settembre invece i ladri avevano portato via un trattore, tutti mezzi indispensabili per il lavoro Servizio: Giovanni Di Benedetto
L’anziana di 93 anni morta nella sua abitazione di via Romita, alla periferia di Ruvo di Puglia E’ stato conferito l’incarico al prof. Antonio De Donno, dell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, per effettuare l’autopsia sul cadavere di Carmela Gattulli, l’anziana di 93 anni morta nella sua abitazione di via Romita alla periferia di Ruvo di Puglia lo scorso 8 febbraio. Dovrà rispondere al quesito su cosa abbia causato il decesso della donna, se una improvvisa crisi respiratoria oppure l’azione di soffocamento e dunque una morte violenta, ipotesi quest’ultima che non viene esclusa da fonti inquirenti che procedono con l’ipotesi di reato di omicidio. Il fascicolo è iscritto a modello 44, a carico di persone ignote cioè. Ad insospettire i carabinieri che conducono le indagini è stato il medico che, entrato nella casa della signora per constatarne la morte, li ha allertati spiegando che qualcosa evidentemente non lo aveva convinto. All’arrivo dei militari in casa c’era la badante della donna, allettata da tempo, e sua figlia disabile. Sono state acquisite le telecamere di videosorveglianza degli stabili vicini per capire, attraverso le immagini, chi possa essere entrato in casa durante la giornata. Ascoltati i figli della signora, la badante che l’assisteva e alcune persone a lei vicine.
Si tratta di una bomba mortaio, era adagiata su un muretto a secco Un ordigno bellico è stato ritrovato dalle guardie campestri a Ruvo. Si tratta di una bomba mortaio, era adagiata su un muretto a secco. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri per la messa in sicurezza della zona, fino all’arrivo degli artificieri che hanno provveduto al recupero.
Le nuove frontiere della scienza nella prima edizione nazionale di una winter school della Itelpharma Intervista: Leonardo Diaferia, pres. Itel Domenico Tricarico, Università di Bari Servizio Giovanni Di Benedetto
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La raccolta fondi su internet è già partita, servono almeno 50mila euro Giovanni Di Benedetto
Un’auto lanciata a folle velocità ha speronato la vettura, mandando fuori strada il vigilante che era alla guida Indagano i carabinieri su quanto accaduto questa mattina in via Madonna delle Grazie, all’incrocio con vico Pier Paolo Pasolini, alla periferia di Ruvo di Puglia, dove un’auto lanciata a folle velocità ha speronato la vettura della Metronotte mandando fuori strada il vigilantes che era alla guida. Per lui è stato necessario il trasporto in ospedale, al “Bonomo” di Andria, rimasto gravemente ferito. Nessuna traccia invece delle persone che erano a bordo dell’altra macchina, forse di grossa cilindrata e di colore nero. Al vaglio dei militari le immagini registrate delle telecamere della zona.
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È quanto accaduto a un uomo di 40 anni di Ruvodi Puglia Si è fermato a prestare soccorso a un automobilista che aveva avuto un incidente stradale, che gli ha rubato l’auto. È quanto accaduto a un uomo di 40 anni di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, rimasto appiedato e soccorso dai carabinieri. Secondo quanto ricostruito dai militari, il 40enne ieri mattina stava percorrendo la strada che collega Ruvo a Bisceglie, quando a bordo strada ha visto una Giulietta cappottata. Ha accostato la sua Volkswagen e ha prestato aiuto al conducente che, appena è stato tirato fuori dall’abitacolo, gli ha rubato l’auto ed è fuggito. Indagini sono in corso per identificarlo, mentre la Volkswagen è stata ritrovata bruciata nelle campagne di Palo del Colle, nel Barese.
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Non è escluso che il magistrato di turno della procura di Trani possa disporre l’autopsia sul cadavere dell’uomo In una villetta a Calendano, frazione di Ruvo di Puglia un uomo di 65 anni è morto, secondo quanto è stato accettato fino a questo momento, precipitando da una scala mentre stava tinteggiando le pareti dell’appartamento. Sul posto, oltre ai militari della stazione di Ruvo di Puglia, sono intervenuti i tecnici dello Spesal della Asl di Bari. Non è escluso che il magistrato di turno della procura di Trani possa disporre l’autopsia sul cadavere dell’uomo.
I ladri hanno poi abbandonato l’auto, dopo un inseguimento, non prima di coprirsi la fuga sparando Indaga la Polizia su un sequestro lampo e rapina ai danni di un uomo di 34 anni avvenuto la notte scorsa. Secondo una prima ricostruzione la vittima, a bordo della sua Alfa Romeo Stelvio, è stata intercettata all’ingresso di Calendano, frazione di Ruvo di Puglia, da un commando che gli avrebbe sottratto l’auto e trasportato a bordo di una vettura salvo poi abbandonarlo sulla Sp 231. A mettersi sulle loro tracce sono stati poi gli agenti di un istituto di vigilanza privata che avrebbero inseguito i componenti della macchina rubata la cui corsa è terminata alla periferia di Corato, in via Giappone, dove la Stelvio è stata abbandonata al centro della carreggiata. Sull’asfalto rinvenuti almeno 4 colpi di pistola, l’arma evidentemente utilizzata dai malfattori per coprirsi la fuga.
Accertate anche opere edilizie abusive, con parti in amianto Stalle sporche in cui mucche, vitelli e capre erano circondati da cumuli di letame. Piazzali ricolmidi liquami di vario tipo e rifiuti zootecnici accatastati all’aperto, violando norme igienico-sanitarie. È quanto hanno scoperto in una azienda zootecnica di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, i carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Bari, che hanno sequestrato il complesso aziendale (esteso per oltre 15mila metri quadrati), i rifiuti stoccati, la documentazione commerciale e contabile trovata negli uffici e gli oltre 190 capi di bestiame tra cui 64 bovini, 78 suini, 11 bufale, 27 caprini, 5 cavalli e 6 vitelli privi di marca auricolare. Dalle perquisizioni sono emerse violazioni della normativa in materia di benessere degli animali, ambientale, igienico- sanitaria ed edilizia: è stata infatti riscontrata la presenza di opere edilizie abusive, con parti in amianto. Sono state accertate inoltre, violazioni alla normativa in materia di sicurezza alimentare e in materia veterinaria. Il titolare aziendale è accusato di occupazione e invasione di terreni, inquinamento ambientale, detenzione di animali incondizioni incompatibili con la loro natura, immissione molesta di odori, deposito incontrollato di rifiuti.
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In merito all’appello lanciato da una donna di 91 anni, intervengono i proprietari dell’appartamento In merito all’appello lanciato da una donna di 91 anni che, a Ruvo di Puglia, è costretta a lasciare la casa dove vive da 50 anni per lavori di manutenzione, intervengono i proprietari dell’abitazione. Precisano che non si tratta di uno sfratto ma l’invito – formulato diversi mesi fa – a trovare una soluzione bonaria, in quanto l’immobile che hanno acquistato, e per il quale pagano un mutuo, necessita – come certificato dalla Sovrintendenza alle Belle Arti – di una ristrutturazione da effettuare in assenza di persone, per ragioni di sicurezza. Chiedono “comprensione” per poter fruire di un “bene primario per costruire e stabilire il proprio nucleo familiare”.

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