
Ex Ilva, rottura tra sindacati e governo: proclamato sciopero di 24 ore
Rottura totale tra sindacati e governo sul futuro dell’ex Ilva. Al termine dell’incontro tenutosi oggi a Palazzo Chigi, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella,
. Rottura totale tra sindacati e governo sul futuro dell’ex Ilva. Al termine dell’incontro tenutosi oggi a Palazzo Chigi, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha annunciato uno sciopero nazionale di 24 ore a partire da domani, accompagnato da assemblee in tutti gli stabilimenti. “Abbiamo rotto, è un disastro. I nostri dubbi sono diventati certezze: il piano industriale porta alla chiusura dell’ex Ilva”, ha dichiarato Palombella, puntando il dito contro l’esecutivo e le istituzioni, accusati di mancanza di responsabilità. La mobilitazione sindacale arriva in un momento cruciale per il destino dell’acciaieria di Taranto, con il rischio concreto – secondo i rappresentanti dei lavoratori – di un progressivo smantellamento produttivo.
L’incontro si è chiuso senza intese e a breve il numero di cassaintegrati potrebbe salire a 5700 per poi arrivare a 6.000 a gennaio “Per l’ex Ilva non c’è alcun piano, vogliono solo chiuderla”. È la sintesi dei sindacati al termine dell’incontro avvenuto ieri con il Governo. La cassa integrazione è destinata a salire di altre 1200 unità nelle prossime settimane e 300 a gennaio. Saranno quindi circa 6mila i lavoratori interessati. Durante l’incontro il ministro Urso avrebbe fatto riferimento a un possibile nuovo investitore. Circostanza però che non convince i sindacati. Una situazione sempre più complessa. “Dal Governo piano inaccettabile e da contrastare con tutti gli strumenti possibili”, dicono i sindacati.
“Il tubo è intatto e non rischia di rompersi”. Nei prossimi mesi è prevista la manutenzione ordinaria. I No Tap: “L’avevamo previsto”
I cittadini: “E’ uno spreco abominevole in un periodo di crisi idrica”. L’acqua inoltre rende scivoloso l’asfalto, pericoloso soprattutto per i motociclisti Di Alessandra Martellotti
Per la gestione probabile il commissario Servizio di Redazione Norbaonline;
No di Mittal all’aumento di capitale con lo Stato al 66%. La multinazionale indisponibile a qualsiasi investimento, anche con un ruolo di minoranza. Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio
Uilm e Usb non firmano l’intesa: “No a certificazione esuberi” Come era evidente sin dai primi incontri, i sindacati si sono divisi sulla firma del rinnovo di un altro anno di cassa Integrazione straordinaria per 3000 addetti di Acciaierie d’Italia. Al Ministero del Lavoro hanno firmato l’intesa Fim Cisl, Fiom, Cgil, Ugl e Fismic. Sono rimasti sulle loro posizioni fortemente critiche e dunque non hanno firmato Uilm e Usb. L’ostacolo non superato è la richiesta di garanzie sul rientro in produzione dei 1600 lavoratori in AS. Ieri scadeva la prima annualità della Cassa Integrazione in Acciaierie d’Italia e sono stati riproposti gli stessi numeri dello scorso anno. 2500 dei 3000 dipendenti sono dello stabilimento di Taranto. Secondo quanto dichiarato dai vertici del Gruppo, la nuova Cassa Integrazione Straordinaria era necessaria per la salvaguardia dei livelli occupazioni e per permettere la continuità aziendale. Ai lavoratori in Cigs verrà riconosciuto il rateo della tredicesima e verrà anticipato il trattamento di integrazione salariale alle normali scadenze di paga. Acciaierie, si legge nel verbale, ha preso atto delle richieste da parte dei sindacati – e sostenuta anche dalle Regioni interessate – della opportunità di un tavolo ministeriale sul piano industriale dell’azienda.
E’ accaduto in via Verdi a ridosso della sede della Banca d’Italia dove si è registrata una fuoriuscita di acqua dalle falde del basolato Il sindaco di Lecce Carlo Salvemini ha disposto la chiusura dell’accesso della zona a traffico limitato da via Fazzi. Si tratta dell’accesso principale che permette agli automobilisti l’ingresso nel borgo antico. La chiusura del varco è stata determinata dalla rottura improvvisa di una condotta idrica in via Verdi a ridosso della sede della Banca d’Italia dove si è registrata una fuoriuscita di acqua dalle falde del basolato. I lavori inizieranno nella mattina di domani e proseguiranno fino al termine dell’intervento di riparazione e di messa in sicurezza.

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