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Romania

La chiusura dei tre stabilimenti – su cinque – avrebbe un tremendo impatto socioeconomico. Ieri mattina il Ministro delle Imprese Urso aveva espresso un cauto ottimismo sulla vertenza. Poi la comunicazione, arrivata durante l’incontro preparatorio al tavolo dell’11 giugno al Ministero delle Imprese: Natuzzi intende chiudere tre stabilimenti, delocalizzando verso la Romania. A rischio il plesso centrale di Santeramo in Colle, e i siti di Jesce 2 e Graviscella. Decisioni che – secondo le sigle sindacali – sarebbero già state definite e considerate non modificabili dall’azienda. Una scelta che rappresenta una rottura rispetto agli impegni assunti in sede ministeriale, come l’accordo sulla cassa integrazione ridotta dall’80 al 62%, l’anticipo del trattamento salariale da parte dell’azienda, il mantenimento del perimetro industriale italiano ed un piano di incentivazione all’esodo volontario. Soprattutto ci sono circa duemila dipendenti coinvolti, alle prese da anni con una grave incertezza dovuta a cassa integrazione e rotazioni forzate. Facile quindi immaginarne lo smarrimento, altrettanto conseguente la dura reazione dei sindacati, pronti alla mobilitazione. L’azienda – affermano – ha beneficiato di sostegni pubblici e disponibilità al confronto anche da parte delle istituzioni nazionali e locali, ma continua a tradire gli impegni, con effetti pesantissimi su lavoratrici, lavoratori e comunità locali. La chiusura dei tre stabilimenti – su cinque – avrebbe un tremendo impatto socioeconomico, proprio mentre Puglia e Basilicata discutono del rilancio e della vocazione produttiva del distretto del mobile imbottito. Chiesto l’intervento immediato del governo nazionale, già al tavolo di giovedì prossimo.

La polizia sta verificando eventuali contatti che la 21enne potrebbe aver avuto nel suo paese d’origine. Le uniche tracce utili di Elena Rebeca Burcioiu restano, ad oggi, il pellicciotto e il telefonino trovati poco distanti dal luogo in cui la 21enne è stata avvistata l’ultima volta. Dal 2 marzo scorso e dalla telefonata interrotta con l’amica, della ragazza non si hanno altre notizie. Ora le ricerche si estendono anche in Romania, la polizia sta verificando eventuali contatti che Elena potrebbe aver avuto nel suo paese d’origine. L’attivazione del canale di cooperazione internazionale potrebbe aiutare a chiarire qualche aspetto, anche se la ragazza è orfana di entrambi i genitori e non ha fratelli. Si spera di poter ottenere informazioni utili da amici o altri parenti presenti in Romania scandagliando tra i suoi contatti. Elena è stata vista l’ultima volta sulla strada statale 16 tra Foggia e San Severo, dove aveva iniziato a prostituirsi. Le attenzioni degli investigatori sono concentrate anche su un cittadino albanese che, il giorno precedente la scomparsa, avrebbe minacciato lei e la sua amica affinché lavorassero per lui. Le ricerche proseguono. Le forze dell’ordine invitano chiunque abbia informazioni sulla ragazza a mettersi in contatto, ogni elemento potrebbe essere utile ai fini delle indagini.

Si elegge il nuovo presidente, due i seggi allestiti. Quella romena è la comunità straniera più numerosa in Puglia Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio Orazio Corbacio

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