
Caso Martucci, alla famiglia di Roberta i vecchi atti d’indagine
Accolta la richiesta dei legali La Procura di Lecce ha accolto l’istanza della famiglia di Roberta Martucci, la 28enne salentina scomparsa nel nulla il 20

Accolta la richiesta dei legali. La Procura di Lecce ha accolto l’istanza della famiglia di Roberta Martucci, la 28enne salentina scomparsa nel nulla il 20 agosto del 1999 da Torre San Giovanni, marina di Ugento, di accesso ai vecchi fascicoli d’indagine sulla scomparsa. I legali potranno quindi prendere visione dei faldoni d’indagine relativi alle tre archiviazioni avvenute la prima nel 1999, la seconda nel 2007, queste a carico di ignoti e la terza, per omicidio, nel 2019 a carico di un parente della 28enne. Chiesta anche la copia forense di tutti i supporti informatici, utili – secondo i legali – per procedere con i mezzi tecnologici oggi a disposizione a nuove consulenze e individuare eventuali nuovi elementi d’indagine che possano portare alla riapertura del caso. Lo scorso marzo, sulla scorta della testimonianza di una donna, si è scavato sul litorale tra Mancaversa e Torre Suda, alla ricerca dei resti della ragazza. Ma l’esito delle ricerche ha dato esito negativo.
Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999. Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile ad un oggetto o forse ad un accessorio ornamentale. Trovato durante lo scavo effettuato l’11 marzo lungo la scogliera tra Marina di Mancaversa e Torre Suda, dove una donna, appreso di recente del caso della scomparsa di Roberta Martucci, a distanza di anni aveva rivelato ai legali della famiglia, di ricordarsi di un cumulo di pietre sospetto laddove prima non c’era circondato per giorni da un odore sgradevole. Lo scavo disposto dalla Procura di Lecce su richiesta della famiglia ha spento la speranza che sotto vi potesse essere stato occultato un corpo, ma tra il materiale di risulta scaricato illegalmente è emerso un elemento difforme, un piccolo frammento di legno appunto che ha attirato l’attenzione del medico legale Alberto Tortorella che, giunto sul posto insieme al Pm Alfredo Manca, lo ha raccolto decidendo, non fosse altro per eccesso di scrupolo, di analizzarlo per capire di cosa si tratti e se vi si possa estrarre una traccia biologica da comparare con il Dna della 28enne salentina di cui non si hanno più notizie dalla sera del 20 agosto 1999 quando uscì di casa a Torre San Giovanni per recarsi a Gallipoli. L’analisi in corso probabilmente non darà alcun risultato utile a dare un nuovo impulso alle indagini e portare alla riapertura del caso già archiviato per tre volte, ma testimonia come la Procura davvero non stia lasciando nulla di intentato per dare una risposta ad una scomparsa sulla quale in passato hanno influito omissioni, lacune investigative e depistaggi.
Non è stato trovato nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta. È terminato lo scavo in località “Tabarano”. L’indagine ispettiva disposta dalla Procura di Lecce non ha fatto emergere nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta Martucci, la ragazza di Torre San Giovanni scomparsa il 20 agosto 1999 all’età di 28 anni. Il solo elemento non compatibile con il terreno venuto fuori dallo scavo è stato del materiale di risulta, probabilmente sversato e occultato in maniera illecita in passato.

Accolta la richiesta dei legali La Procura di Lecce ha accolto l’istanza della famiglia di Roberta Martucci, la 28enne salentina scomparsa nel nulla il 20

LE RICERCHE Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999 Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile

Non è stato trovato nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di