
Rifiuti speciali dalla Campania in Puglia: 19 arresti
Vasta operazione dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari È in corso dalle
Vasta operazione dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. È in corso dalle prime ore della mattina una vasta operazione dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, contro un organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali provenienti da varie province della Campania e abbandonati in aree agricole delle province di Foggia e della BAT. Circa 90 i Carabinieri del Reparto Speciale dell’Arma e dei Comandi Provinciali di Napoli, Benevento, Bari, Roma, Caserta e Latina e Foggia impegnati nell’esecuzione di 19 provvedimenti cautelari.
Disarticolare un pericoloso sodalizio criminale dedito allo smaltimento illecito di rifiuti speciali . I Carabinieri del NOE di Lecce, insieme ai reparti provinciali competenti, hanno eseguito sei misure cautelari (quattro in carcere e due ai domiciliari), tra Lecce, Brindisi, Bari, Salerno e Sofia, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti con aggravante transnazionale, spedizione illegale e gestione illecita di rifiuti. L’indagine, iniziata nel gennaio 2024 e condotta con intercettazioni, pedinamenti e video riprese, ha permesso di disarticolare un gruppo criminale dedito all’esportazione illecita di rifiuti speciali non pericolosi da Brindisi verso Grecia e Bulgaria. I rifiuti, falsamente classificati come recuperabili, contenevano invece materiali industriali indifferenziati e tessili, in parte abbandonati illegalmente. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate due società, 44 automezzi e circa 300.000 euro di proventi illeciti. Le indagini sono state condotte anche in collaborazione con le autorità bulgare. Gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
Sotto la lente della GdF, nel porto di Manfredonia, i rifiuti speciali pericolosi prodotti nel settore della pesca La Guardia di Finanza di Manfredonia ha elevato sanzioni per 2 milioni di euro, a seguito di controlli sui rifiuti speciali, prodotti da chi opera nel settore della pesca. Sotto la lente della GdF è finito lo smaltimento di oli lubrificanti, filtri e batterie. Inoltre dai controlli è emerso che non sono state pagate le imposte per lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi. Quelli ordinari, infatti, venivano periodicamente ammassati sulle banchine del porto commerciale pur di evitare di pagare le dovute tasse.
Tre responsabili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria Due aree adibite a discariche abusive sono state individuate e sequestrate dal reperto aeronavale della guardia di finanza in zona Santa Caterina e sul lungomare, a Bari. In quattro capannoni ed una villa erano stoccati 16 mila tonnellate di rifiuti speciali (tra cui vernici, solventi, apparecchiature elettroniche). I militari, in collaborazione con l’Arpa Puglia, hanno anche accertato violazioni amministrative per due milioni di euro in tema di ecotassa. Tre responsabili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria.
L’attività investigativa è stata svolta dagli equipaggi di volo della Sezione Aerea di Bari A Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, sono state individuate due aree in cui venivano abbandonati numerosi rifiuti speciali di oltre 17 mila mc. Una di queste ricade in una zona soggetta a vincoli specifici. L’area di 17.000 mq è stata sequestrata insieme a ferro e plastica. Il responsabile è stato denunciato.
Il carico veniva depositato in una cava di Minervino murge, in un terreno di Borgo Mezzanone, in aree agricole o capannoni dismessi Sette arresti tra Orta Nova e Salerno per traffico illecito di rifiuti speciali. Nell’operazione dei carabinieri del Noe, denominata Ombra, sequestrato anche un tir. Sgominata una organizzazione specializzata nello smaltimento illecito di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, prodotti da impianti di trattamento nelle province di Napoli, Caserta, Salerno, Foggia e Molise. I trasporti venivano pagati in contanti agli indagati, che si riferivano al materiale trasportato con un linguaggio in codice. Il carico veniva depositato in una cava di Minervino murge, in un terreno di Borgo Mezzanone, in aree agricole o capannoni dismessi.
Operazione dei carabinieri del Noe nel Foggiano Per gestione illecita dei rifiuti è stato sequestrato a Vico del Gargano un impianto di smaltimento a servizio di quattro comuni della zona. Secondo i carabinieri l’amministratore dell’impianto, destinato alla produzione di materiale recuperato e gestito attraverso vari consorzi, avrebbe commesso più violazioni di natura penale. Circa seimila metri cubi di rifiuti erano stati stoccati in totale difformità alle autorizzazioni, sia all’interno dell’impianto che in aeree non destinate a tale scopo.

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