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Una svolta attesa da anni per il futuro industriale di Brindisi. Entro giugno partiranno i lavori per la nuova Gigafactory di batterie targata Eni. Un progetto che si affianca alla partita ancora aperta sulla chimica di base e al futuro del cracking Versalis. Entro giugno sarà posata la prima pietra della Gigafactory di batterie della Eni a Brindisi. L’annuncio arriva dopo un vertice a Roma tra il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e i vertici del gruppo energetico. Il progetto rappresenta uno dei pilastri della riconversione del petrolchimico brindisino: un impianto dedicato all’accumulo energetico e alla produzione di batterie per sistemi BESS, basato su tecnologia interamente italiana. La Gigafactory nascerà dalla joint venture tra Eni e Seri Industrial, costituita nel 2025 con il nome Eni Storage Systems. Secondo la Regione, il cronoprogramma procede nei tempi previsti e rappresenta un segnale concreto di cambio di passo, con investimenti e prospettive occupazionali per il territorio. Ma il futuro del sito industriale passa anche da un altro nodo cruciale: quello della chimica di base. È infatti in corso il percorso per la cessione del cracking di Versalis. Il prossimo banco di prova sarà il 25 giugno, con il nuovo tavolo Versalis convocato a Roma. L’obiettivo resta uno: accompagnare la transizione ecologica senza perdere produzione, lavoro e centralità industriale per Brindisi.

Bocciato il ricorso contro l’autorizzazione all’ex Ilva. Approvato un piano per chiudere l’area a caldo entro 5 anni. La frattura tra chi vuole la chiusura dell’ex Ilva e chi teme le conseguenze occupazionali si riflette anche in Consiglio comunale. Respinta la mozione del Movimento 5 Stelle per un ricorso al Tar contro l’AIA, la maggioranza ha approvato un documento che propone la chiusura dell’area a caldo in 5 anni. Il piano prevede tre forni elettrici, un impianto DRI alimentato da gas senza ricorrere alla nave rigassificatrice, e un uso strategico della rete Snam. Chiesto anche un tavolo permanente con Governo, Regione, sindacati e università per guidare la transizione industriale. Tensione in aula per le proteste del pubblico, con una breve sospensione dei lavori.

Confronto aggiornato alla prossima settimana, tutte le questioni restano aperte Servizio di Stefania Rotolo riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio

La proposta è del collettivo “Stellantis e non solo” che punta a ricreare anche in Basilicat il modello della ex fabbrica Gkn di Campi di Bisenzio Servizio di Alessandro Boccia Intervistati: Iolanda Picciariello, Fiom Cgil Antonio Murano, sindaco di Barile

Cittadini e associazioni chiedono la riconversione dello stabilimento servizio di Annamaria Rosato Intervista a Michele Riondino, attore Alessandro Marescotti, presidente associazione “Peacelink”

Ex Ilva, assemblea in piazza a Taranto

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