
Abusi sulle pazienti, confermata revoca dei domiciliari per Miniello
Il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato i due ricorsi presentati dalla Procura ritenendo che non sussistano i presupposti per la misura cautelare in
Il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato i due ricorsi presentati dalla Procura ritenendo che non sussistano i presupposti per la misura cautelare in carcere per il ginecologo 69enne, arrestato il 30 novembre 2021 per violenza sessuale aggravata su due pazienti, per averle molestate durante le visite Giovanni Miniello, il ginecologo sotto processo per aver proposto alle pazienti rapporti sessuali, come cura per il papilloma virus, resterà libero, come previsto dalla decisione del gip, che un anno fa ne aveva revocato l’arresto ai domiciliari , sostituendolo con l’interdizione dalla professione. Il Tribunale del Riesame di Bari ha infatti rigettato i due ricorsi presentati dalla procura, ritenendo che non sussistano i presupposti per la misura cautelare in carcere, o per il ritorno ai domiciliari. I giudici, nel motivare la decisione, hanno escluso che, “il rimedio terapeutico” di tipo sessuale proposto dal ginecologo ad alcune pazienti possa “ritenersi oggettivamente idoneo a violare la libertà di autodeterminazione sessuale della vittima”, e ritenuto tardive alcune querele delle pazienti. Soddisfazione per i due provvedimenti, che mettono fine alla fase cautelare, è stata espressa dal legale di Miniello, Roberto Eustachio Sisto.
L’ex gip resta però ugualmente ristretto ai domiciliari per un altro procedimento in cui è stato condannato in primo grado a 12 anni e 8 mesi di carcere per traffico e detenzione di armi, esplosivi e ricettazione La Corte d’Appello di Lecce, presidente Nicola Lariccia, ha revocato gli arresti domiciliari all’ex gip di Bari Giuseppe De Benedictis. La revoca della misura restrittiva avanzata dai legali dell’ex gip, avvocati Gianfranco Schirone e Saverio Ingraffia, riguarda il procedimento che ha visto De Benedictis condannato a 9 anni e 8 mesi in primo grado insieme all’ ex penalista barese Giancarlo Chiariello per presunti quattro episodi di corruzione in atti giudiziari relativi a tangenti ottenute in cambio di scarcerazioni. Il processo di appello si è aperto ieri davanti al Tribunale di Lecce. De Benedictis resta ugualmente però ristretto ai domiciliari per altro procedimento dove è stato condannato in primo grado a 12 anni e 8 mesi di carcere per traffico e detenzione di armi, esplosivi e ricettazione. in concorso con un imprenditore agricolo e un caporal maggiore capo scelto dell’Esercito.
La misura cautelare, nei confronti degli ex primi cittadini, è stata sostituita con il divieto di dimora nel comune di Otranto Il gip di Lecce Sergio Tosi ha disposto la revoca degli arresti domiciliari a Luciano e Pierpaolo Cariddi i due fratelli alla guida di Otranto negli ultimi 15 anni, e oggi tra i 60 indagati nell’ambito dell’inchiesta Hydruntiade. La misura cautelare in atto, su richiesta dei pm Elsa Valeria Mignone e Giorgia Villa, è stata sostituita con il divieto di dimora nel comune di Otranto. Il nuovo provvedimento nasce dall’esigenza motivata dalla Procura di Lecce che sebbene scemate permangano ugualmente le esigenze cautelari e dal fatto che la misura degli arresti domiciliari sia comunque prossima alla scadenza dei termini. L’udienza preliminare per i 60 indagati nell’inchiesta si terrà il prossimo 10 marzo . Pierpaolo e Luciano Cariddi sono stati arrestati in carcere lo scorso 12 settembre da dove sono usciti solo poco prima di Natale per proseguire la detenzione ai domiciliari.

Il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato i due ricorsi presentati dalla Procura ritenendo che non sussistano i presupposti per la misura cautelare in

L’ex gip resta però ugualmente ristretto ai domiciliari per un altro procedimento in cui è stato condannato in primo grado a 12 anni e 8

La misura cautelare, nei confronti degli ex primi cittadini, è stata sostituita con il divieto di dimora nel comune di Otranto Il gip di Lecce
