Skin Telenorba50
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

mutuon-giugno

revisione

Dopo le discussioni delle difese, i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, sulla scorta di un’eventuale replica del procuratore generale, hanno così deciso di prendere tempo e di rinviare la decisione. Slitta al prossimo 23 febbraio la sentenza del processo di revisione a carico di Giovanni Camassa, l’agricoltore di Melendugno condannato all’ergastolo per l’omicidio di Angela Petrachi. La donna scomparve il 26 ottobre del 2002 e poi fu trovata uccisa e seviziata in un boschetto, aveva 31 anni. Dopo le discussioni delle difese, i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, sulla scorta di un’eventuale replica del procuratore generale, hanno così deciso di prendere tempo e di rinviare la decisione.

L’obiettivo è rilevare il dna su una traccia che fu trovata sulle calze di nylon della donna La Corte d’Appello di Catanzaro, dinanzi alla quale si sta celebrando il processo di revisione chiesto e ottenuto dalla difesa dell’agricoltore Giovanni Camassa, potrebbe disporre una nuova perizia genetica sulla traccia biologica trovata sulle calze di nylon che Angela Petrachi indossava quando è stata trovata barbaramente seviziata e uccisa in un boschetto di Borgagne, in Salento, l’8 novembre 2002. Per quel delitto Camassa fu assolto in primo grado e poi condannato all’ergastolo in via definitiva con l’accusa di aver violentato e ucciso la giovane mamma di Melendugno, sua conoscente, scomparsa il 26 ottobre del 2002 e trovata morta l’8 novembre successivo. L’eventuale ricorso ad una nuova perizia genetica sarebbe finalizzato a stabilire con esattezza la natura biologica (se sangue, sudore, liquido seminale o saliva) della macchia trovata sulle calze, da cui è stato estrapolato il Dna, l’unico riconducibile ad un uomo in passato legato alla donna. La Corte scioglierà la riserva nell’udienza del prossimo 7 luglio.

Sarà ascoltato Adriano Tagliabracci, il consulente della difesa di Giovanni Camassa che ha isolato la traccia genetica di un altro uomo sulle calze di nylon della mamma di Melendugno Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Giovanni Camassa, condannato all’ergastolo, continua a ribadire la sua innocenza La Corte d’Appello di Catanzaro si è riservata di decidere sull’istanza di revisione del processo a carico di Giovanni Camassa, l’agricoltore di Melendugno condannato all’ergastolo per l’omicidio di Angela Petrachi, il cui corpo fu trovato nel 2002 in un boschetto di Borgagne. Il sostituto procuratore generale Raffaella Sforza ha chiesto alla Corte l’inammissibilità dell’istanza di revisione perché non sussistono nuove prove. I legali di Giovanni Camassa hanno invece evidenziato la nuova metodologia usata per analizzare i reperti e isolare le tracce genetiche trovate sugli indumenti della vittima, soprattutto sulle calze di nylon, che hanno permesso di individuare il dna di un uomo, inizialmente indagato nell’inchiesta. Nei giorni scorsi Camassa, dal carcere di lecce, ha scritto ai due figli ribadendo la sua innocenza.

Potrebbe riaprirsi il caso di Giovanni Camassa, l’agricoltore condannato in via definitiva all’ergastolo nel febbraio 2014 per l’omicidio di Angela Petrachi, la giovane mamma di 31 anni trovata uccisa brutalmente nell’ottobre del 2002 nelle campagne di Melendugno. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal legale della famiglia, avvocato Ladislao Massari, contro le motivazioni con cui per la seconda volta la Corte d’Appello di Potenza aveva rigettato la richiesta di revisione del processo, chiedendo che fosse un’altra corte ad esprimersi. La richiesta è stata accolta nei giorni scorsi dalla Corte Suprema che ha stabilito che a decidere sul criterio di ammissibilità della richiesta di revisione del processo sia la Corte d’Appello di Catanzaro. Un piccolo spiraglio di speranza per i familiari di Camassa, che si è sempre dichiarato innocente. Dopo essere stato assolto in primo grado per non aver commesso il fatto, Camassa è stato condannato in appello al carcere a vita. Condanna poi confermata in cassazione.

deliziosa
gilca-srl-giugno