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Policlinico di Foggia

Ansia, depressione e condotte autolesive con esordi già a partire dagli 11 anni. In provincia di Foggia si registra un significativo aumento del disagio psicologico e psichiatrico tra gli adolescenti che si manifesta con ansia, depressione, condotte autolesive, disturbi del comportamento alimentare e ideazione anticonservativa, talora accompagnata da progettualità in una fascia d’età sempre più bassa, con esordi già a partire dagli 11 anni, colpendo in egual misura ragazze e ragazzi. È quanto emerge dai dati della Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA) del Policlinico di Foggia, che accoglie ragazzi provenienti dalla Puglia settentrionale e dalle regioni limitrofe. “Si tratta di una vera e propria emergenza psicologica e psichiatrica – dichiara Anna Nunzia Polito, direttrice della Struttura Complessa di NPIA del Policlinico di Foggia -. Abbiamo registrato un incremento annuale del disagio a partire dalla pandemia da Covid-19. L’isolamento di quel periodo, soprattutto durante la seconda ondata, ha certamente inciso su un’età già fragile come quella adolescenziale, modificando profondamente la socialità, divenuta sempre più virtuale. Verosimilmente si è scoperchiato un vaso di Pandora. In questo scenario di crescente fragilità adolescenziale, la struttura è stata coinvolta in questo studio sperimentale mondiale di fase 3 che prevede l’arruolamento di adolescenti con depressione maggiore e ideazione suicidaria attiva e attuale, per valutare un farmaco già utilizzato negli adulti con risultati favorevoli, ma non ancora approvato per l’impiego in età adolescenziale”.

La nuova apparecchiatura rappresenta un importante supporto per l’attività clinica e assistenziale della Terapia Intensiva Neonatale. Una strumentazione dedicata all’elettroencefalografia neonatale è stata donata alla struttura complessa di Neonatologia e TIN del Policlinico di Foggia, diretta dal dott. Gianfranco Maffei, dagli agricoltori di Capitanata – Monti Dauni e Tavoliere, dalla famiglia Prencipe e dall’associazione F.A.S.NE, nella persona del dr. Vittorio Postiglione. La nuova apparecchiatura rappresenta un importante supporto per l’attività clinica e assistenziale della Terapia Intensiva Neonatale, consentendo di migliorare il monitoraggio e la valutazione della funzionalità cerebrale nei neonati, in particolare nei pazienti più fragili e critici. Questo significativo gesto di solidarietà testimonia la grande attenzione del territorio e delle realtà associative nei confronti della salute dei più piccoli e contribuisce al potenziamento delle tecnologie diagnostiche a disposizione della struttura.

Attualmente si effettuano circa 50 interventi di riassegnazione di genere all’anno con un tempo di attesa tra i 9 e 12 mesi Il Policlinico di Foggia è diventato un punto di riferimento nazionale per le persone con disforia di genere, grazie a un percorso multidisciplinare che garantisce diagnosi, presa in carico e intervento chirurgico entro tempi definiti, in media 18 mesi. Il centro rappresenta oggi una realtà altamente qualificata e riconosciuta, capace di offrire un’assistenza completa, pubblica e interamente coperta dal Servizio Sanitario Regionale. Il Policlinico Riuniti di Foggia ha avviato i primi interventi di riassegnazione di genere nel 2023, consolidando nel tempo un’esperienza che oggi lo pone tra i centri più qualificati in Italia. Attualmente il Policlinico effettua circa 50 interventi di riassegnazione all’anno con un tempo di attesa tra i 9 e 12 mesi. In Italia esistono solo 3 centri che eseguono questa chirurgia nel Sistema Sanitario Nazionale (Torino, Firenze e Foggia), non considerando quei centri che lo fanno occasionalmente ed i cui tempi di attesa son molto lunghi (mediamente 2 anni) o i centri privati. A disposizione del paziente transgender opera un’equipe multidisciplinare che affronta la disforia di genere con un approccio psicologico, medico e chirurgico. Il percorso è coordinato dal professor Antonello Bellomo, direttore dell’Unità Operativa di Psichiatria Universitaria, e coinvolge diversi specialisti di strutture ospedaliere. “Il nostro obiettivo – sottolinea il professor Carlo Bettocchi, urologo responsabile dell’UOS di Andrologia e della Chirurgia Ricostruttiva dei Genitali Esterni di Foggia, che vanta oltre trent’anni di esperienza in interventi di riassegnazione di genere – è offrire un’assistenza completa, sicura e rispettosa della persona. questa organizzazione permette ai nostri pazienti di ricevere tutte le terapie necessarie in sicurezza, evitando di rivolgersi a strutture all’estero dove, oltre a spendere molti soldi, si trovano spesso abbandonati in caso di complicanze”. Infatti, una delle difficoltà e limiti attuali sono le lunghe liste d’attesa e la carenza di chirurghi specializzati in questo settore. La necessità di un approccio multi specialistico ed i ristretti spazi nelle sedute operatorie costituiscono spesso dei limiti nelle strutture ospedaliere. “Questa chirurgia è considerata “di nicchia” e proprio per questo bisogna creare degli spazi adeguati a poterla fare bene e con continuità – conferma il professor Giuseppe Carrieri, direttore UOC Urologia di Foggia e Presidente della Società Italiana di Urologia – un percorso integrato tra psichiatria, endocrinologia e chirurgia consente di ridurre i rischi, migliorare i risultati e assicurare benessere psico-fisico ai pazienti.” La chirurgia di riassegnazione è coperta dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ma ci sono costi accessori (ticket, visite, esami, ecc.) e pochi sono gli ospedali che decidono di investire in questo settore. Al Policlinico di Foggia è attivo un percorso diagnotico terapeutico per la disforia di genere, che v dalla prima visita fino alla riassegnazione chirurgica e al follow-up post operatorio, come ci sottolinea il dott. Giuseppe Pasqualone, Direttore Generale Policlinico di Foggia, “non è stato facile organizzare una rete di specialisti nelle diverse strutture mediche e chirurgiche,così variegato e super-specialistico, ma abbiamo trovato la professionalità e disponibilità dei nostri medici e chirurghi per poterlo realizzare, una scommessa vinta visti i risultati fin qui ottenuti”. Questa attività rappresenta un fiore all’occhiello per la nostra Regione e crea attrattività e flusso di pazienti all’interno del nostro SSN. “Questo modello organizzativo e la sua tempistica permette ai pazienti di affrontare la transizione in Italia e all’interno del Sistema Sanitario Nazionale – conferma il dott. Raffaele Piemontese, Assessore Sanità della Regione Puglia – rendendo possibile per tutti accedere alle cure necessarie e senza discriminazioni legate alla necessità di rivolgersi a strutture e medici privati. La Regione, quindi, è oggi in grado di autorizzare tutti i trattamenti entro i tempi previsti, garantendo così un accesso equo e tutelato alle cure”.

Il ragazzo lotta per la vita. I carabinieri trovano la pistola: “Ha fatto tutto da solo”

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