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Pietro Zantonini

L’esito preliminare dell’autopsia disposta dalla Procura di Belluno, che non esclude ulteriori accertamenti. È stato un evento cardiaco acuto, non direttamente riconducibile al gelo, a causare la morte di Pietro Zantonini, vigilante brindisino di 55 anni, deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina. È l’esito preliminare dell’autopsia disposta dalla Procura di Belluno, che non esclude ulteriori accertamenti. L’inchiesta per omicidio colposo vede un solo indagato, il legale rappresentante della società per cui l’uomo lavorava. Sotto esame turni, condizioni climatiche e misure di sicurezza. L’indagine è partita da un esposto presentato dalla famiglia di Zantolini. Domani a brindisi sit-in di protesta promosso dal sindacato Cobas.

Affidato l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo dell’uomo brindisino. Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Belluno, Claudio Fabris, ha affidato al medico legale Andrea Porzionato, docente all’Università di Padova, l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo di Pietro Zantonini, il vigilante brindisino di 55 anni morto nella notte dell’8 gennaio in un cantiere delle Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo. L’esame sarà effettuato entro la settimana. Al momento, risulta formalmente indagato il legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza del cantiere, presso la quale Zantonini aveva un contratto a tempo determinato e si era recentemente trasferito dalla Puglia al Bellunese.

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