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Il Ministro dell’ambiente anticipa il decreto e conferma il sito del capoluogo jonico e quello di Augusta Taranto in primo piano nella cantieristica offshore. Il porto sara’ protagonista nella produzione di energia eolica italiana. L’annuncio arriva dal Ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, che anticipa il decreto e conferma i siti di Taranto ed Augusta in cui realizzare investimenti a sostegno dello sviluppo di una articolata filiera per l’eolica offshore. Erano sei gli scali candidati dalle rispettive autorita’ di sistema portuale. Brindisi resta in partnership con Taranto ma la priorita’ e’ ricaduta sul porto ionico perché’ necessita di meno interventi strutturali.

Pichetto Fratin prova a rassicurare Rassicurazioni sul futuro dell’ex Ilva di Taranto con la decarbonizzazione arrivano dal ministro dell’Ambiente. I fondi non sono ancora disponibili ma se il progetto di Invitalia andra’ avanti ci sara’ la copertura finanziaria, ha detto Gilberto Pichetto Fratin, rispondendo cosi’ al presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabe’, che ha paventato il rischio della chiusura dello stabilimento siderurgico tarantino senza nuove risorse del governo per la decarbonizzazione. Il piano prevede un arco temporale di 10 anni, con investimenti per un totale di quasi 6 miliardi di euro. Il governo, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, si e’ impegnato sui fondi ma serve l’impegno di tutti per mandare avanti l’operazione. Mercoledi prossimo a Palazzo Chigi e’ convocato il vertice con i sindacati che per il giorno dopo, il 28 settembre, hanno annunciato lo sciopero di 24 ore.

Il Ministro: “Proposta spostare 1 mld per usare concretamente le risorse” “Garantendo l’intervento sul preridotto dell’ex Ilva di Taranto, il governo tutela i tarantini, l’ambiente e la produzione di acciaio nazionale. La proposta di spostare un miliardo di euro dal Pnrr al Fondo di coesione è dettata infatti dalla volontà  di utilizzare concretamente queste risorse, di cui abbiamo enormemente bisogno per il rilancio dell’Ilva. Speculare su una scelta tecnica, che si sta valutando per salvare finanziamenti e consentire l’esecuzione delle opere, è fuorviante e soprattutto dannoso: per l’Ilva e per la stessa comunità di Taranto”. Lo dichiara in una nota il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, in risposta alle dichiarazioni rilasciate oggi da Melucci. “Leggiamo da organi di stampa che l’ex Ilva sarebbe destinata a ripartire e a proiettarsi a mezzo di Afo5, per effetto dello stralcio dei progetti di decarbonizzazione dal Pnrr richiesto dal Mase (Ministerodell’Ambiente e della Sicurezza energetica). Desideriamo semplicemente ribadire al governo e a tutti gli interlocutori istituzionali che o si decarbonizza sul serio o noi non consentiremo mai alcun altro futuro per l’ex Ilva e faremo ricorso ad ogni strumento per impedire altri danni ai cittadini e all’ambiente della terra ionica”, aveva detto Melucci.

Lo ha confermato il ministro dell’Ambiente a Baku C’è un”forte interesse dell’Italia al raddoppio della capacita’ di trasporto del Tap da 10 a 20miliardi di metri cubi l’anno”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezzaenergetica Gilberto Pichetto intervenendo alla IX Riunione ministeriale del Consiglio consultivo del corridoio meridionale del gas oggi a Baku. “L’obiettivo – ha spiegato il ministro- rientraperfettamente nella strategia che l’Italia sta mettendo in campo per contribuire sempre di piu’ alla diversificazione delle fonti energetiche che garantiranno la sicurezza dell’Italia anche inun ruolo di fornitore rispetto a molti altri paesi europei”.

Ex-Ilva: Ministro su decarbonizzazione

Pichetto Fratin prova a rassicurare Rassicurazioni sul futuro dell’ex Ilva di Taranto con la decarbonizzazione arrivano dal ministro dell’Ambiente. I fondi non sono ancora disponibili

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