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A differenza del resto dell’Italia, in Puglia, negli ultimi giorni, si registra un ulteriore aumento dei contagi. L’influenza non dà tregua. A differenza del resto dell’Italia, in Puglia, negli ultimi giorni, si registra un ulteriore aumento dei contagi. Il picco si dovrebbe registrare tra la fine di gennaio e i primi di febbraio.  Il professor Silvio Tafuri, responsabile della control room al Policlinico di Bari, spiega che in Puglia  siamo arrivati ad avere, dall’inizio della stagione, 15 pugliesi su 100 malati di influenza. Il vaccino avrebbe ridotto di molto i numeri ma quest’anno si sono vaccinati 900mila pugliesi, un’adesione appena superiore a quella dell’anno scorso.  Per fortuna da giovedì scorso i pronto soccorso non sono più presi d’assalto come accaduto all’inizio della settimana. Al Policlinico di Bari dai 250 accessi di media dei primi di gennaio, ci si attesta su 180 accessi e una 30ina di ricoveri al giorno. Centocinquantatre nella giornata di sabato con 27 ricoveri. In flessione gli accessi anche gli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale Di Venere: 130 di media giovedì e venerdì. Poco più di cento sabato. Situazione simile al San Paolo, con numeri in diminuzione da giovedì a sabato quando si sono registrati 120 accessi. Diversi però i casi complessi, molti anziani e pazienti con molte patologie le cui condizioni sono aggravate dall’influenza. 

Superati i 40 gradi in diversi comuni del versante jonico del Salento. Il record spetta a Nardò, con 41 gradi e mezzo L’ondata di caldo africano che da giorni interessa la Puglia, oggi ha raggiunto il suo picco. Superati i 40 gradi in diversi comuni del versante jonico del Salento. Il record spetta a Nardò, con 41 gradi e mezzo poco prima delle 13.00. Giornata da bollino arancione a Bari, che registra una massima di 36 gradi. Si fa sempre più preoccupante l’allarme siccità in Capitanata. Secondo Coldiretti Puglia, la diga di Occhito è vicina al “volume morto” e gli invasi del foggiano contengono solo il 23% della loro capacità. Il comune di Torremaggiore ha dichiarato lo stato di emergenza. Il sindaco Di Pumpo chiede misure straordinarie e l’attivazione del progetto di canalizzazione tra gli invasi del Liscione e di Occhito, mentre Coldiretti sollecita interventi immediati dal Governo.

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