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pedopornografia

L’operazione in tutta Italia ha portato all’arresto in flagranza di reato di 3 soggetti e la denuncia in stato di libertà di altri 6. Ci sono residenti nelle province di Bari tra le persone denunciate per pedopornografia. L’operazione della Polizia di Stato a contrasto della diffusione di materiale pedopornografico su internet ha portato all’arresto in flagranza di reato di 3 soggetti e la denuncia in stato di libertà di altri 6. Le perquisizioni, che hanno visto il coinvolgimento dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) di Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia, sono state eseguite contestualmente in nove città italiane. L’attività ha consentito di trarre in arresto un uomo di 70 anni con precedenti specifici in provincia di Belluno, uno di 63 anni nella provincia mantovana e un 28enne della provincia di Como, per detenzione di migliaia di file realizzati mediante lo sfruttamento sessuale di minori e di denunciare in stato di libertà ulteriori soggetti, di età compresa tra i 30 e i 70 anni, residenti nelle province di Bari, Oristano, Massa,Firenze, Lecco e Frosinone.

Le indagini continuano per escludere che vi siano altri responsabili, possibili collegamenti esterni o altre persone coinvolte. Nascondeva nell’hard disk del PC oltre 600 file di materiale pedopornografico. Arrestato un 41enne nella provincia di Taranto. L’operazione è nata dal monitoraggio costante della Polizia Postale contro lo sfruttamento sessuale dei minori online ed è stata condotta dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Taranto, con decreto di perquisizione emesso dal tribunale di Lecce. La polizia ha sequestrato anche quattro hard disk contenenti complessivamente circa 7 terabyte di dati. Il 41enne è stato posto ai domiciliari e le indagini continuano per escludere che vi siano altri responsabili, possibili collegamenti esterni, o altre persone coinvolte nella diffusione del materiale pedopornografico.

L’inchiesta è partita da Mantova, sono stati i genitori della minorenne ad accorgersi di comportamenti anomali e a rivolgersi alla polizia postale . C’è anche un barese tra le cinque persone denunciate dalla polizia postale di Mantova con l’accusa di aver adescato una 13enne su una piattaforma digitale, costringendola ad inviare loro foto e video sessualmente espliciti. Tutti sono accusati di produzione di materiale pedopornografico e adescamento di minori. Oltre Bari, l’inchiesta ha toccato Vercelli, Bologna e due città siciliane. Sono stati i genitori della ragazzina ad accorgersi del suo malessere, ad indagare e a scoprire quanto stava accadendo. Le perquisizioni nelle case dei denunciati ha portato al sequestro di diverso materiale. 

Aumentano del 380% i casi di sfruttamento sessuale generati con l’IA, preoccupano i dati emersi

Sul suo telefono cellulare sono stati trovati 688 video e 233 foto di minori nudi in atteggiamenti sessuali espliciti Un 25enne di Trani è finito agli arresti domiciliari per detenzione di materiale pedopornografico. Sul suo telefono cellulare – per la precisione nel cestino della galleria – sono stati trovati 688 video e 233 foto, per un totale di 38,5 giga di memoria, ritraenti minori nudi in atteggiamenti sessuali espliciti e altri intenti a compiere atti sessuali con altri minori, adolescenti e con adulti. Sullo smartphone era installata un’applicazione chiamata Meganz, nella quale c’era una chat – risultata inattiva – denominata Putitas: così cono stati trovati altri 105 file, di cui 40 ritraenti minori. In sede di interrogatorio – alla presenza dell’avvocato difensore Saverio Santangelo – il 25enne ha ammesso di detenere quei file inconsapevolmente. Ha poi aggiunto di aver scaricato materiale pornografico da una chat di Telegram e di avere in seguito effettuato una cernita.

Articolata operazione della polizia che ha interessato 18 città. Gli odierni indagati, di varie estrazioni sociali e tutti di sesso maschile, hanno un’età compresa tra 22 e 69 anni È coinvolta anche la provincia di Lecce nell’operazione, denominata “Viper 2”, che ha permesso di arrestare dodici soggetti, denunciarne 14 e sequestrare numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di files pedopornografici. L’operazione della polizia nella lotta alla pedopornografia ha interessato 18 città e ha avuto origine da una precedente attività undercover del Cosc di Venezia che aveva già portato lo scorso anno all’esecuzione di 60 perquisizioni e all’arresto di 28 persone appartenenti a vaste community internazionali di pedofili. Gli odierni indagati, di varie estrazioni sociali e tutti di sesso maschile, hanno un’età compresa tra 22 e 69 anni.

Sui dispositivi elettronici del giovane migliaia di immagini e video con protagonisti bambini, anche al di sotto dei 10 anni  Un 22enne residente in un comune del Salento è finito ai domiciliari per detenzione di materiale pedopornografico. Gli investigatori della sezione operativa distrettuale per la sicurezza cibernetica di Lecce hanno trovato sui dispositivi elettronici del giovane la presenza migliaia di immagini e video con protagonisti bambini, anche al di sotto dei 10 anni. In sede di convalida del provvedimento, il Gup ha poi concesso l’obbligo di presentazione alla polizia domicilare invece dei domiciliari.

È accaduto ad Ostuni: l’uomo nascondeva oltre 25mila file di immagini e video di minori in atteggiamenti esplicitamente sessuali Quando ha scoperto che il marito nascondeva, in una scatola, immagini e video pedopornografici non ha esitato a denunciarlo. Uno shock per la moglie trovare tutto quel materiale. L’uomo, un 52enne di Ostuni, è indagato per detenzione di materiale pedopornografico, aggravato dall’ingente quantità: in chiavette usb e hard disk sono stati trovati oltre 25mila file. Le indagini sono condotte dalla procura di Lecce. Oltre a foto e video reali che mostrano minori in atteggiamenti esplicitamente sessuali, ci sono anche immagini virtuali, “la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali”. E la legge punisce anche il reato di pedopornografia virtuale. 

Trovato in possesso di oltre 300 file Un uomo di Taranto è stato posto agli arresti domiciliari dagli agenti della Polizia postale perché trovato in possesso di oltre 300 file classificati come materiale pedopornografico. L’arresto è arrivato dopo alcune perquisizioni eseguite dagli inquirenti nelle provincie di Taranto e Chieti.

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