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peculato

Disposto sequestro per 270mila euro, soldi sottratti dai conti correnti durante le procedure esecutive Ha sottratto 270 mila euro, dal 2021 al 2023, dai conti correnti intestati a procedure esecutive immobiliari incardinate al Tribunale di Taranto. L’avvocato, Antonio Albano, incaricato della vendita di immobili pignorati, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato aggravato e continuato. E’ l’epilogo di una attività investigativa svolta su delega della Procura. Sequestrati beni e disponibilità finanziarie del professionista per la somma di 270 mila euro, quale presunto profitto del reato.

Episodi avvenuti tra il 2018 e il 2019 Otto persone sono state rinviate a giudizio dal gip di Bari con le accuse, a vario titolo, di peculato,ricettazione, esercizio abusivo della professione, abuso d’ufficio, traffico di influenze illecite e somministrazione di medicinali in modo pericoloso. Le contestazioni sono relative ad episodi che sarebbero avvenuti all’interno dell’ospedale ‘San Giacomo’ di Monopoli (Bari) tra il 2018 e il 2019. Le indagini ruotano attorno alla figura del 65enne Cosimo Recchiuto, dipendente della Asl di Bari e all’epoca dei fatti responsabile del magazzino economale della struttura, accusato di aver utilizzato il suo ufficio per fini personali, di essersi procurato farmaci, che cedeva a terzi, di essersi impossessato di materiale dell’Asl per rivenderlo. A fornire i medicinali era spesso il 61enne dipendente di Sanitaservice co-imputato, Giacomo Rizzo, che li prelevava dalla farmacia ospedaliera. Nella stessa inchiesta sono coinvolti anche titolari di attività commerciali di Monopoli, che – secondo l’accusa – fornivano a Recchiuto merce per l’Asl a un prezzo più basso di quello riportato sugli scontrini, permettendogli di intascare la differenza. Il dibattimento si aprirà il 6 febbraio in Tribunale a Bari, la Asl si è costituita parte civile.

L Gip del Tribunale di Bari ha convalidato l’arresto dell’oncologo, fermato giovedì scorso dalla polizia in flagranza di reato nel suo studio. Aveva appena intascato 200 euro da un paziente Servizio di Antonio Procacci

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