cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

maldarizzi-automotive

ospedale san paolo

La famiglia ha presentato denuncia e chiede che sia fatta piena luce. La Procura ha disposto il sequestro della salma e della cartella clinica. Doveva essere un normale intervento per una frattura alla gamba. Si è trasformato in una tragedia ancora tutta da chiarire. La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta sulla morte di Gianvito Pascullo, il ragazzo di 17 anni deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile nell’Ospedale San Paolo. Il giovane, originario di Palo del Colle, era ricoverato da alcuni giorni dopo un incidente in moto avvenuto a Pasquetta. Trasportato in ospedale con una frattura esposta alla tibia, era stato sottoposto a un primo intervento d’urgenza e, dopo circa una settimana, a una seconda operazione per la sistemazione definitiva. Un’operazione che, secondo quanto emerso, si era conclusa regolarmente. Nel pomeriggio aveva incontrato i genitori, era vigile, parlava, scambiava messaggi con il padre. Poi, intorno alle 23, il peggioramento improvviso: un dolore fortissimo alla gamba, la richiesta di aiuto, la somministrazione di un antidolorifico. Poco dopo la mezzanotte, il quadro clinico precipita fino all’arresto cardiaco. La famiglia ha presentato denuncia e chiede che sia fatta piena luce. La Procura ha disposto il sequestro della salma e della cartella clinica, affidando le indagini alla polizia. Il corpo è stato trasferito al Policlinico, dove sarà eseguita l’autopsia. Intanto la Asl Bari ha avviato un audit interno. Nello stesso ospedale, pochi giorni fa, un altro decesso dopo un intervento ortopedico: un elemento su cui, al momento, non ci sono collegamenti accertati.A Palo è il giorno del dolore. Gianvito, studente di scienze applicate all’Istituto Tecnico Marconi-Hack di Bari e giocatore di pallavolo, avrebbe compiuto 18 anni a giugno.

Decine di materassi, mobili di tutti i tipi, addirittura un box doccia e arredi vari. Una bomba ecologica, a pochi metri dall’Ospedale San Paolo. Siamo andati a verificare la segnalazione di un telespettatore preoccupato come tutti i residenti della zona di un possibile incendio. E purtroppo l’abbiamo trovato in corso. E abbiamo scoperto che non era il primo: sulla vicenda è al lavoro la polizia giudiziaria. Intervista a Umberto Carli, consigliere 3 Municipio Bari

La donna pretendeva l’accesso immediato in ambulatorio della minore che accompagnava. Sul posto la polizia di Stato. Si trova agli arresti domiciliari una donna di 40 anni ritenuta responsabile dei reati di lesioni personali e minacce gravi nei confronti del personale sanitario. È accaduto nel Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo dove agli uomini della polizia di Stato era stata segnalata la presenza di persone che stavano causando disordini all’interno dei locali del reparto pediatrico. Una donna, in attesa di visita per una minore, aveva iniziato a proferire frasi minacciose nei confronti del personale sanitario, pretendendo informazioni e l’accesso immediato all’ambulatorio, nonostante la presenza di altri pazienti e le procedure medico–sanitarie in corso. La donna avrebbe tentato fisicamente di impedirle l’accesso alla postazione medica ad un’infermiera. La situazione è poi degenerata ulteriormente quando un’altra persona, anch’essa accorsa sul posto in qualità di accompagnatrice della minore, ha iniziato a inveire verso il personale sanitario. Una delle due ha cercato anche di afferrare il monitor del computer della postazione medica, minacciando di sferrarlo addosso alla dottoressa. Un’infermiera, nel tentativo di calmare le acque, è stata aggredita fisicamente. La 40enne è stata tratta in arresto e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.

L’episodio risale al 1018. La donna aveva partorito all’ospedale San Paolo Servizio di Linda Cappello montaggio di Maria Cristina Quintale

La coppia è arrivata la notte scorsa da Canosa di Puglia in condizioni critiche e subito trattata con l’ossigenoterapia Marito e moglie intossicati da monossido di carbonio sono stati salvati la notte scorsa all’Ospedale San Paolo, grazie alla cura tempestiva con ossigenoterapia. L’uomo, 66 anni, e la donna, 63, avevano acceso due bracieri nella loro abitazione nelle campagne di Canosa di Puglia. Intorno alle 23.00 di ieri sera hanno cominciato ad accusare i primi sintomi dell’intossicazione: la signora ha perso conoscenza, l’uomo è stato colpito da una improvvisa astenia. Dopo un primo accesso al pronto soccorso più vicino, la coppia è stata trasferita all’ospedale San Paolo e affidata ai professionisti della Medicina Iperbarica. I due coniugi sono stati trattati e sottoposti a ossigenoterapia, la cura salvavita per intossicazioni da monossido di carbonio. Le loro condizioni sono ora migliorate e stabili,  proseguiranno la terapia nelle prossime ore per evitare ulteriori conseguenze.

Nella struttura sanitaria opere antisismiche, ultima fase di restauro per il gioiello affacciato sul mare Servizio di Anna De Feo Riprese e montaggio Cosimo Caragiulo Intervista a Leonardo Prencipe, Responsabile Area Tecnica Strutture Ospedaliere Intervista a Alessandro Guaccero, Direttore Medico Ospedale San Paolo

Da un controllo di routine alla morte in circostanze strane, aperta un’indagine INTERVISTA: VITO CHIMENTIServizio Anna De Feo

gilca-srl-giugno
gilca-srl-giugno