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Omicidio Scavo

Episodi collegati, ma non solo come vendette: secondo gli inquirenti, il quadro è più complesso. Che l’omicidio di Filippo Scavo, alle 4 del mattino di domenica, nella discoteca di Bisceglie, e il ferimento di Kevin Ciocca, a poche ore di distanza, davanti all’ingresso del porto di Bari, siano collegati è un’ipotesi concreta; ma parlare di botta e risposta, è una semplificazione, spiegano fonti investigative. I magistrati della Direzione distrettuale antimafia, sono stati impegnati, per tutta la giornata, in Procura, a Bari, in una serie di riunioni, con gli investigatori, per coordinare una decina di fascicoli di inchieste e incastrare, risultanze, intercettazioni, dichiarazioni, che diano sostanza alle ipotesi. È una corsa contro il tempo: l’imminenza dei festeggiamenti per San Nicola desta preoccupazione, in un momento in cui gli attriti, tra i clan Strisciuglio e Capriati si susseguono con sempre maggiore frequenza. E anche per questo il Prefetto ha convocato un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il quadro, in cui si collocano gli ultimi due episodi, è quello di una serie di fatti, più o meno gravi, avvenuti negli ultimi due-tre anni, tutti collegati, nei quali, ricorrono i nomi, come quello di Scavo, già presente nell’informativa dell’inchiesta sulla morte di Antonella Lopez, nella discoteca Bahia di Molfetta, a settembre del 2024. Collegati, ma non solo come vendette: secondo gli inquirenti, il quadro più complesso, che per questo richiede un lavoro di squadra, è quello di una nuova faida per il controllo del territorio, e del suo business principale, la droga. Bisceglie, storica roccaforte dei Capriati, sta subendo l’intrusione degli Strisciuglio. A questo si aggiunge che, per le nuove leve della criminalità – come raccontano i post sui social, con le foto delle torte con cui si festeggiano agguati e omicidi, e si minacciano ritorsioni – il controllo del territorio, passa soprattutto per la sua rappresentazione esteriore, mediatica: una lite, o una sfida, non possono essere ricomposte in privato, come succedeva prima, ma esigono una risposta pubblica. E così gli attriti tra i due clan, sfociano, spesso occasionalmente, senza premeditazione, in fatti sangue. Anche l’altra notte, a Bisceglie potrebbe essere successo questo, ma è ancora presto per chiudere il cerchio.

Un segnale di quanto possa essere salita la tensione tra i gruppi della criminalità organizzata barese. “Appena sapremo chi è stato ce li mangeremo tutti quanti senza pietà”. È il messaggio affidato ai social dal figlio più giovane di Filippo Scavo, l’uomo di 42 anni ucciso da un colpo di pistola la notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della discoteca Divine Club di Bisceglie. Un messaggio che fa discutere, soprattutto perché scritto da un bambino ma commentato dai “grandi”. Un segnale di quanto possa essere salita la tensione tra i gruppi della criminalità organizzata barese. Massima l’attenzione da parte della direzione antimafia. Tutto fa pensare ad un regolamento di conti legato allo spaccio di droga. Sono già una decina le persone identificate dai carabinieri. Secondo la ricostruzione, due gruppi si sarebbero affrontati all’interno del locale: uno degli aggressori sarebbe uscito per recuperare le armi e poi sarebbe rientrato nella discoteca aprendo il fuoco con un complice. Scavo, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, è stato colpito al collo da un proiettile ed è morto poco dopo. Una parte della discoteca è stata sequestrata, i gestori del locale in una lettera si dicono colpiti e addolorati per quanto accaduto. Rivolgono un appello al territorio, alle famiglie e soprattutto ai giovani: i luoghi di aggregazione devono restare spazi di condivisione, di musica e di socialità, lontani da ogni forma di violenza.

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