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omicidio foggia

Lunedì l’autopsia. La mappatura delle telecamere nella zona dell’omicidio e in un perimetro più ampio, per individuare la persona a volto coperto, immortalata dalle telecamere di un’abitazione, che arriva in sella a una bici sul luogo della sparatoria; inoltre, la perizia sull’audio captato dal sistema di videosorveglianza di un altro appartamento – che sarà eseguita dai carabinieri del Ris – per accertare l’identità delle tre, forse quattro persone presenti al momento dell’esplosione dei colpi d’arma da fuoco mortali. In queste direzioni si muovono le indagini sull’omicidio di Dino Carta, il personal trainer incensurato ucciso lunedì scorso in via Caracciolo, a Foggia, mentre portava a passeggio il cane.  L’autopsia sarà eseguita lunedì; i funerali del 42enne, quindi, potrebbero svolgersi il giorno successivo. Numerosi gli appelli rivolti ai cittadini – a cominciare dal procuratore della Repubblica, Enrico Infante, e dai familiari della vittima – affinché chiunque sia in possesso di informazioni le comunichi agli investigatori. Ma c’è anche chi – come la vice presidente nazionale di “Libera”, Daniela Marcone – ha rivolto un appello al killer, chiedendogli di costituirsi. Nessuna certezza sul movente dell’omicidio. Tra le ipotesi, la vendetta per la morte di un ragazzo, avvenuta due anni e mezzo fa, caduto da un balcone del palazzo in cui viveva Dino Carta e risiede la sua famiglia. Qualcuno potrebbe aver addebitato presunte responsabilità al personal trainer e ai suoi cari, meditando una ritorsione. Al vaglio anche i social delle persone vicine al giovane precipitato dal palazzo, alla ricerca di elementi utili alle indagini.

Si scava nella vita professionale e privata della vittima, si ascoltano parenti, amici, conoscenti, frequentatori della palestra. Dino Carta conosceva il suo assassino. La conferma arriva dalla registrazione di un audio catturato da una telecamera condominiale a pochi metri dal luogo dove lunedì sera a Foggia è stato ucciso il personal trainer 42enne. Sono i 40 secondi prima dell’omicidio: si sentono, sovrapposte e poco chiare, tre voci, tra cui quella di una donna, discutono animatamente, forse a causa di un cane, poi sembrerebbero le ultime disperate parole della vittima e gli spari. Nel filmato si vede il presunto killer: un uomo in biciletta con il capo coperto che si allontana. Sono questi i nuovi elementi su cui si concentrano le indagini anche se il suocero di Dino carta sostiene che quella non è la sua voce. Il procuratore di Foggia Enrico Infante ha sottolineato che occorre una perizia fonica per capire le voci, servono verifiche e riscontri anche sui filmati, ma gli inquirenti assicurano massimo impegno. Si scava nella vita professionale e privata della vittima, si ascoltano parenti, amici, conoscenti, frequentatori della palestra. L’appello, anche dall’avvocato della famiglia Carta, è a chiunque possa fornire elementi utili a collaborare, a farsi avanti, garantendo anche l’anonimato.

Sul fronte dell’inchiesta c’è un sospettato. L’uomo sarebbe già stato ascoltato dagli investigatori. Veglia di preghiera ieri sera, a Foggia, in memoria di Dino Carta. Amici, familiari e rappresentanti istituzionali si sono dati appuntamento sul luogo dell’omicidio. Intervista a Don Carmelo, parroco Santissimo Salvatore; Don Filippo Tardio, vicario arcidiocesi Foggia-Bovino; Rosa Barone, consigliera regionale

L’uomo era personal trainer incensurato. Era sposato e aveva due figlie, la seconda di soli 10 mesi. Ucciso con quattro colpi di pistola in strada, mentre portava a spasso il cane, nei pressi della sua abitazione.  È successo ieri sera a Foggia, in via Caracciolo, nei pressi dello stadio. La vittima è Annibale Carta, da tutti conosciuto come Dino, personal trainer incensurato, 42 anni, molto conosciuto in città anche per il suo impegno quotidiano nella chiesa di San Francesco Saverio. Chi ha fatto fuoco ha utilizzato una pistola di piccolo calibro, abbandonando sull’asfalto il caricatore durante la fuga. Sono stati alcuni cittadini a dare l’allarme, dopo aver udito quattro esplosioni in rapida successione. Sul posto sono giunti gli operatori del 118, che hanno tentato inutilmente di rianimarlo. L’uomo era sposato e aveva due figlie, la seconda di soli 10 mesi.  Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Mongelli. Al vaglio dei militari, le telecamere di sorveglianza presenti in via Caracciolo e nella zona. 

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